Sandro Donati, in un’intervista a Il Giornale, ha così parlato del caso del momento alla Juventus: la positività di Pogba ai controlli antidoping.
LE PAROLE – «Se mi si chiede un punto di congiunzione tra la storia di Pogba e quella Schwazer dico la solitudine. Alex, ad un certo punto della sua carriera, dopo la consacrazione olimpica di Pechino 2008 e prima che fosse fermato il 6 agosto del 2012 per una positività all’eritropoietina ricombinante, era un ragazzo solo e spaesato: credo come Paul. Alex era in una situazione di depressione e di confusione totale. Aveva dovuto rinunciare al suo allenatore storico Sandro Damilano e non gli era stata prospettata né dalla Federazione né dal gruppo sportivo un’alternativa adeguata. Quello che mi fa specie di tutta questa vicenda, sono le considerazioni fatte da molti medici sulla sostanza assunta: il testosterone. È un doping sorpassato, ho letto. Non è questo il punto. Il punto è che il testosterone è doping, dà forza, toglie la fatica, aumenta la produzione dei globuli rossi e di conseguenza migliora l’ossigenazione. Forse è il caso che si vadano a ripassare qualche lezione».
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