Dodici mesi fa l’investimento fu direttamente proporzionale alle aspettative e in fondo nessuno ebbe da appuntare quando la Fiorentina staccò un assegno da quasi 20 milioni di euro al Bayern Monaco: Mario Gomez all’epoca 28enne era un attaccante nel pieno della maturità, sano come un pesce e desideroso di non sbagliare la stagione in vista dei Mondiali brasiliani. Dopo un avvio convincente, il crack contro il Cagliari, il ginocchio lo tradisce e per lui comincia un mini-calvario di cinque mesi (si trattava del suo primo infortunio serio in carriera); rientra ma ha una ricaduta, addio sogni mondiali e tanti punti interrogativi per il futuro prossimo. Firenze non l’ha fatto mai sentire solo, ma come ha raccontato lui stesso alla stampa tedesca, sono stati giorni molto duri:
“I sette mesi di infortunio sono stati estremamente difficili. Anche perchè era una fase particolare per me, avevo scelto di cambiare ed ero stato accolto con grandi aspettative a Firenze. In certi momenti ti scoraggi e non riesci a concentrarti su nient’altro, andavo alle lezioni di italiano e non riuscivo a seguire. Il pensiero era sempre rivolto al ginocchio, mi svegliavo testando se mi faceva ancora male e lo stesso facevo prima di dormire. Ho imparato che si può fare di tutto per superare un infortunio, ma il recupero richiede il tempo di cui c’è bisogno e tanta pazienza. Una volta ho caricato troppo presto per accelerare i tempi e mi sono dovuto fermare di nuovo, per tre mesi in più. Non è stato facile, ma ho imparato a guardare avanti e a trarre il positivo anche dalle cose negative”.
Quest’anno il secondo anno in viola pare più un anno zero perché dopo un buon pre-campionato ha riguadagnato la maglia della Nazionale ma nell’amichevole di Duesseldorf persa dalla “sua” Germania contro l’Argentina ha fallito tre gol facili e si è beccato i fischi del pubblico; poi contro la Scozia è rimasto in panca per tutti i 90 minuti e ora è riatteso in Toscana per capire quale strada imboccherà. Già, perché super Mario Gomez si trova di fronte a un vero e proprio bivio: prenderà per mano la Fiorentina, orfana dello sfortunatissimo Pepito Rossi, o farà rimpiangere ai Della Valle di aver speso tutti quei soldi per il suo cartellino? Secondo l’umile parere di chi scrive, il tedesco saprà cacciare fuori gli artigli e regalerà tante gioie al popolo viola.
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