Un mese negli Stati Uniti per disintossicarsi dall’alcol sembra aver rigenerato Paul Gascoigne. Ha lottato tra la vita e la morte e ora si racconta in un’intervista a al programma “Daybreak” della londinese Itv nella quale spiega di non volere fare la fine di George Best, morto per un’infezione epatica dopo una vita condizionata dall’alcolismo. “Dio lo benedica, io ero amico di George – spiega Gazza -. Ma lui non voleva guarire, mentre io sto cercando duramente di farlo“.

Non facciamogli fare la fine di mio marito“, aveva detto poco prima che Gascoigne partisse per l’America la vedova di George Best. Gascoigne, stavolta, sembra deciso a non toccare più una goccia di alcol da quando è tornato in Inghilterra, dopo aver terminato la cura disintossicante in terra statunitense. Gazza descrive i momenti in cui pensava di non potercela fare: “Al centro di disintossicazione non ce l’hanno fatta e mi hanno portato di corsa all’ospedale, la situazione era grave. Ricordo solo le parole di un infermiere che diceva al dottore ‘non penso che ce la possa fare‘”.

Poi si lascia andare alle sue consuete frasi sarcastiche (in questo aspetto somiglia molto proprio a George Best): “Non ho chiesto io di essere un alcolista, ma devo ammettere che ho fatto di tutto per esserlo“. I medici capiscono che Gascoigne rischia di morire, lui intanto li supplica: “Per favore, non lasciatemi morire. Ho bisogno di innaffiare le piante. Le piante erano più importanti di me. Le piante poi sono morte e io sono sopravvissuto“. A novembre scorso Gascoigne tornò dopo 17 anni in Italia per assistere a Lazio – Tottenham e rilasciò un’intervista al canale ufficiale del club romano.

Le immagini più belle di Paul Gascoigne





Lazio-Tottenham 0-0 | Il ritorno di Gascoigne all’Olimpico | Foto





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ultimo aggiornamento: 26-03-2013