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James Rodriguez: ecco chi è il giustiziere dell’Uruguay ai Mondiali

James David Rodríguez Rubio, conosciuto dai più come James Rodriguez, si è definitivamente consacrato ieri sera con la doppietta che ha consentito alla sua Colombia di eliminare l’Uruguay. Il prossimo 12 luglio compirà 23 anni, ma James è già a tutti gli effetti una stella della propria nazionale: a consacrarlo un mostro sacro come Carlos Valderrama, che dopo i due gol siglati ieri sera ha detto senza mezzi termini che si possa nuovamente utilizzare l’appellativo “El Pibe”, che non era stato più assegnato proprio con il ritiro dal calcio giocato dello stesso Valderrama. Essere insigniti da uno dei più grandi calciatori della storia della Colombia e del calcio sudamericano in genere, è un grande attestato per James Rodriguez, sulle cui caratteristiche erano in tanti a scommettere, anche se si attendeva la definitiva esplosione.

Cresciuto nella scuola calcio Academia Tolimense, si è trasferito nel 2005 all’Envigado, poi nel 2008 il passaggio al Banfield in Argentina, dove giocherà due stagioni, prima di sbarcare in Europa nel 2010: è il Porto ad acquistarne il 70% del cartellino per 5,3 milioni di euro, fissando una clausola rescissoria da 30 milioni di euro. In tre stagioni in Portogallo collezionerà 64 presenze e 25 reti, prima di trasferirsi nell’estate del 2013 al Monaco, in Francia. Nel frattempo la sua clausola rescissoria è salita a 45 milioni di euro, così il club monegasco per assicurarsi James Rodriguez e il compagno Moutinho dovrà sborsare ben 70 milioni di euro. Al raduno della Colombia in preparazione dei Mondiali, si presenterà con 34 presenze e nove reti con la casacca del Monaco.

Fantasista completo, James Rodriguez è in grado di occupare praticamente tutti i ruoli dalla trequarti in su. Per sfruttare al meglio il suo preciso mancino, però, preferisce partire dalla destra per poi accentrarsi e andare a conclusione. Il primo gol segnato ieri contro l’Uruguay è da cineteca: stop di petto a seguire e tiro al volo che si insacca nel sette con Muslera che nulla può, se non raccogliere la palla in fondo al sacco. La secondo a realizzazione, invece, è da vero e proprio bomber d’aria di rigore, a conferma che il ragazzo sa fare, e bene, tanti ruoli. Il suo punto debole, riconosciuto da lui stesso, è il colpo di testa, ma al momento è un dettaglio che si può tranquillamente trascurare. La precedente valutazione di 45 milioni, dopo le prestazioni al Mondiale, è da aggiornare, aggiungendo almeno 25-30 milioni ulteriori.

Mirko Nicolino

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