Sulla bocca di tutti gli appassionati di calcio, il Belgio durante i Mondiali prossimi sarà testa di serie e credibile candidata quanto meno a una piazza d’onore; merito di un progetto ad ampio respiro portato avanti da più di dieci anni a questa parte, un modo di intendere questo sport incentrato esclusivamente sulla crescita dei giovani in collaborazione coi club, con strutture dunque dedicate, percorsi studiati e un campionato capace di dar libero sfogo all’incoscienza della giovanissima età. Si inserisce in questo contesto lo splendido lavoro che sta svolgendo l’Anderlecht, campione belga la scorsa stagione, il quale quest’anno vanta in rosa – in pianta stabile e da titolari – ben quattro giovanissimi che garantiranno al club di Bruxelles fama e introiti: il congolese Mbemba, 19 anni, e i belgi Praet (centrocampista anch’egli 19enne), Bruno (laterale offensivo del ’93, ne abbiamo già parlato in questo post) e soprattutto Youri Tielemans, mediano talentuoso addirittura classe ’97, sedici anni appena e già nove presenze quest’anno tra campionato (7), coppa di lega (una con un gol) e Champions League, debuttando contro l’Olympiakos Pireo a 16 anni e cinque mesi scarsi.

Non è record, quello lo detiene dal ’94 un altro giocatore sempre dei biancomalva: si tratta del nigeriano Celestine Babayaro, che giocò nella massima competizione continentale a 16 anni e 3 mesi contro la Steaua Bucarest (venendo pure espulso!); poco male, perché un ’97 che questa sera giocherà con molta probabilità contro il Paris Saint Germain fa notizia. E non si troverà sul terreno di gioco del Vanden Stock a caso perché Tielemans pare sia davvero bravo, un predestinato verrebbe da dire vista la giovane età: “Gli osservatori sono sempre qui, sono abbastanza sicuro che ci lascerà a breve“, ha spiegato l’allenatore dell’Anderlecht John van der Brom, riferendosi agli interessamenti di molte inglesi (i due club di Manchester, l’Arsenal e il Tottenham), del Milan e della Fiorentina. Anche il 14 ottobre scorso quando a Genk si incontrarono le selezioni Under 21 di Belgio e Italia (vittoria degli azzurrini per 1-0, gol di Battocchio), i numerosi scout presenti sulle tribune della Cristal Arena riempirono i taccuini di appunti su di lui (che pure entrò solo nella ripresa).

Ma che giocatore è dunque Youri Tielemans? E’ un centrocampista dai piedi buoni, minuto ma già abbastanza formato, ama giocare palla a terra distribuendo il gioco con assoluta lucidità; buon tiratore (anche dei calci da fermo), ha una disciplina tattica sorprendente per la giovane età, non eccede in agonismo perché con l’intelligenza calcistica che si ritrova riesce ad occupare l’esatta porzione di campo sia in fase di interdizione che di impostazione. Chi lo ha visto giocare sin dalle giovanili del club di Bruxelles assicura che l’aggregazione in prima squadra gli ha fatto più che bene, completandolo dal punto di vista fisico (e può, anzi deve, ancora crescere un po’ in questo senso) e caratteriale: dall’esordio contro il Lokeren del 28 luglio scorso, in cui apparve emozionato come giusto che fosse, a oggi è già diventato più freddo, sicuro, a suo agio. I paragoni si sprecano: chi dice Pirlo, chi De Rossi, se con un po’ di fantasia, e con le debite proporzioni, si immagina la crasi di questi due campioni esce fuori il profilo di Tielemans, un geometra travestito da incontrista, e viceversa. Con ampi, ampissimi margini di miglioramento. Se la scuola belga non mente, potrebbe trattarsi di un futuro fuoriclasse.

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ultimo aggiornamento: 23-10-2013