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Mano Menezes: "Pato diventerà presto come Romario e Ronaldo"

pubblicato da Panda


Da quando Mano Menezes nel 2010 è stato nominato l’allenatore del Brasile, Alexandre Pato è diventato ancora di più un punto fermo delle nazionale verdeoro nonostante i diversi infortuni che lo hanno molto limitato negli ultimi due anni. Il tre luglio prossimo il Brasile farà il suo esordio in Coppa America contro il Venezuela ed il papero, salvo imprevisti con la spalla malandata, scenderà in campo da titolare in coppia con l’altro baby fenomeno Neymar.

Il suo allenatore punta forte sul milanista ed ha chiesto ai tifosi di avere maggiore pazienza con lui:

“Si parla tanto di Neymar, ma Pato ha tutti i numeri per essere un attaccante decisivo per noi. I tifosi vorrebbero che Pato fosse subito un Ronaldo o un Romario, ma io chiedo un po’ di calma perché credo abbia le caratteristiche giuste per poterlo diventare. Il ragazzo ha già giocato 12 partite in nazionale ma questa è una grande opportunità di giocare in una grande serie di partite in Nazionale. Potrà essere decisivo”.

La Galleria Fotografica di Alexandre Pato

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Amichevoli internazionali: la Francia batte il Brasile, vincono Argentina e Inghilterra

pubblicato da Celephais


Oltre a Italia e Germania, che hanno concluso il loro incontro sul punteggio di 1-1, sono scese in campo per questa tornata di amichevoli internazionali quasi tutte le grandi del panorama mondiale. Insieme al match tra azzurri e tedeschi, la sfida più attesa era quella dello Stade de France tra i padroni di casa della Francia e il Brasile. I galletti si sono imposti a sorpresa con il punteggio di 1-0, grazie ad una rete di Benzema. Sugli scudi però soprattutto il romanista Menez e l’ex milanista Gourcuff, protagonisti di una prova maiuscola. Tra i sudamericani deludenti i rossoneri Pato e Robinho, addirittura espulso il laziale Hernanes, prodottosi in un pericoloso “colpo da kung fu” sull’autore del gol decisivo.

A Ginevra, davanti a più di trentamila spettatori, l’Argentina ha invece battuto per 2-1 il Portogallo, in un incontro attesa soprattutto per la sfida tra le due stelle Messi e Cristiano Ronaldo. Entrambi i giocatori non hanno tradito le aspettative, regalando grandi giocate e segnando un gol a testa; l’altra rete per l’Albiceleste è stata messa a segno da Di Maria. Bene anche l’Inghilterra di Fabio Capello, vittoriosa con lo stesso punteggio sulla Danimarca. Vittoria sofferta per i Campioni del Mondo della Spagna, che sono passati solo a quattro minuti dal termine contro una rocciosa Colombia. Tutto facile per l’Olanda nella quale ha brillato in particolare l’interista Sneijder.

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Juve, la rinascita di Felipe Melo: "Ora sono un idolo dei tifosi"

pubblicato da vieni_127


Tempo di fare le valigie di nuovo a tornare nella fredda Torino, per Felipe Melo le giornate spensierate al caldo dell’estate brasiliana sono volte al termine; poco male, il numero 4 della Juve non vede l’ora di riassaggiare il campo, lui che non lo calpesta dall’inutile sfida infrasettimanale contro il Manchester City in Europa League. Squalificato in campionato e quindi già in Brasile quando i compagni hanno impattato contro il Chievo, il mediano carioca è pronto a dare il suo contributo sin dal 6 gennaio prossimo, quando i bianconeri saranno impegnati a ora di pranzo di fronte al loro pubblico, contro il Parma. A sentire le dichiarazione rilasciate da Melo a Globo Esporte, alla vigilia di Natale, pare proprio che l’umore del centrocampista sia alle stelle.

La scorsa stagione è stata molto difficile e io non volevo ritornare a vestire il bianconero, soprattutto dopo il Mondiale e dopo la stagione negativa che avevamo appena terminato. Però avevo un contratto e grazie alla mia famiglia decisi di rimanere anche perché la Juventus è un grandissimo club, abituato a vincere come ad essere sotto pressione. Ora sono felice di aver vinto la mia sfida e di essere diventato un idolo per i tifosi della Juve. L’affetto che loro nutrono nei miei confronti è reciproco” ha ammesso l’ex Almeria e Fiorentina, che ora vola alto coi progetti, non solo personali:

“La Lazio ha preso Hernanes, un grande giocatore, il Milan ha Robinho ma noi abbiamo battuto entrambe con merito. Per lo scudetto ci siamo anche noi, visto che il gap che ci divide dalla capolista è recuperabile. Comunque non parliamo di tricolore, andiamo avanti partita dopo partita. Per noi ogni gara deve essere come una finale”.

Certo, ora va tutto più o meno bene, ma solo pochi mesi fa visse periodi da incubo tra flop in Piemonte e altrettanto fragorose debacle in Sudafrica:

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Ranking Fifa: Italia scivola ancora, ci supera anche la Croazia

pubblicato da vieni_127

L’Italia perde ancora terreno nel Fifa World Ranking dedicato alle Nazionali: la squadra azzurra, allo scorso conteggio 11esima, oggi si è riscoperta 13esima, superata dal balzo della Croazia (che ora occupa la piazza che un mese fa era italiana) e dalla Grecia, rimasta 12esima ma di fatto avanti a noi. Spesso questa classifica è stata criticata, in realtà mai come in questo periodo probabilmente rispecchia il valore delle squadre, e nulla deve far pensare che il nostro 13esimo posto sia troppo severo.

Spagna e Olanda si confermano prima e seconda, mentre sul gradino più basso del podio ecco la Germania, fresca di goleade, che supera il Brasile. Poi Argentina, Inghilterra e Uruguay, e ancora Portogallo, Egitto e Cile: siamo poi sicuri che la squadra ora di Prandelli riuscirebbe a battere le Selezioni appena mensionate quando non ci è riuscita (da dire anche con Lippi in panca) con Slovacchia (16esima), Paraguay (17esima), Costa d’Avorio (23esima) e Nuova Zelanda (49esima)?

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Hernanes, il nuovo idolo della Lazio: "Il sogno? Lo scudetto"

pubblicato da vieni_127


Chiaro che quando si tratta di sognare, allora si punta in alto: non si nasconde il neo acquisto della Lazio, il centrocampista brasiliano Hernanes. Alla fatidica domanda, inerente alla massima aspirazione con la sua nuova maglia biancoceleste, lui non ha esitato e ha risposto: “Sogno di vincere lo scudetto“. Più realisticamente ha però poi sottolineato: “La competizione sarà agguerrita, ma noi lotteremo per avvicinarci il più possibile alle prime. Ancora non sono in grado d’individuare quali saranno i nostri obiettivi, ma nella mia testa voglio arrivare il più vicino possibile a qualificarci per la Champions“. Insomma, è già alle spalle il ko laziale contro la Samp, come confermano le parole di Ledesma e Zarate che contro il Bologna sono convinti di un pronto riscatto.

Già, c’è ottimismo a Formello: Lotito e Tare plaudono al mercato, si curano poco delle solite beghe “epurati” (anche quest’anno diversi, da Meghni a Manfredini, da Bonetto a Firmani) e già pianificano il prossimo colpo in difesa, che porta al nome dell’uruguaiano Lugano, attualmente al Fenerbahce, ma che potrebbe arrivare a Roma a gennaio. Ma ritorniamo ad Hernanes, in patria soprannominato “O’ Profeta” e che sulla sponda laziale del tifo caldo della capitale si sente già a suo agio: “Sono felice a Roma e già la mia famiglia si sta trovando molto bene. Ogni cosa qui è confortevole e questo rende ancora più agevole disputare una buona stagione con la Lazio. Le premesse sono ottime e io sono pronto“.

Rispondendo alle domande di globoesporte, l’ex San Paolo si è mostrato sorpreso per l’accoglienza dedicatagli: “Il calcio brasiliano è molto seguito in Italia, i tifosi sapevano già tutta la mia storia, cosa avevo fatto, vinto… conoscevano tutto di me. Ma la cosa che più mi ha colpito è quanto il tifo italiano possa essere sfegatato. I tifosi della Lazio, poi, sono proprio unici, fanatici. L’ho capito quando sono arrivato. Ti fermano per le strade, ti scattano foto, sono sempre pieni di tatuaggi sul corpo con i simboli o i colori biancocelesti, esprimono in ogni forma la loro autentica passione“. E ancora sul suo ambientamento ci tiene a ringraziare il suo “sponsor” Dias, il connazionale Matulazem e gli insegnanti di italiano, per entrare subito nel vivo dello spogliatoio.

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Video: Stati Uniti - Brasile 0-2, Pato e Neymar danno spettacolo

pubblicato da Celephais


Buona la prima per il nuovo tecnico della Seleção, Mano Menezes: il Brasile piega infatti per 2-0 in amichevole gli Stati Uniti, con le reti del milanista Pato e del giovane talento (solo diciotto anni) Neymar. Davanti ai settantottomila spettatori del nuovissimo New Meadowlands Stadium di New York, il selezionatore della nazionale sudamericana schiera una formazione ricca di giovani, molti dei quali costituiranno probabilmente l’ossatura della squadra destinata a traghettare i verdeoro verso il Mondiale che ospiteranno nel 2014.

Partita dominata dai brasiliani, che riescono sin dai primi minuti a rintuzzare i tentativi dei padroni di casa, tra i quali l’unico in palla sembra essere la stella Landon Donovan, ed offrono spettacolo, soprattutto con le giocate della coppia del Santos Neymar-Ganso. E’ proprio il gioiellino del club paulista a siglare la prima rete con un millimetrico colpo di testa su cross dalla sinistra. il raddoppio arriva in chiusura di prima frazione, quando Pato, su splendido assist di Ramires, scarta il portiere e infila. Nella ripresa vicino al gol anche Robinho, ma il palo dice di no al giocatore del Manchester City.


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Mondiali, la finale Olanda - Spagna assegnata all'inglese Howard Webb

pubblicato da vieni_127


Bella soddisfazione per il fischietto 39enne (compirà gli anni il 14 luglio, tre giorni dopo la finale del Mondiale) Howard Webb: la Fifa ha infatti scelto l’inglese per arbitrare la finalissima in programma il prossimo 11 luglio a Johannesburg, la vibrante sfida tra Olanda e Spagna. La vita è proprio bella, avrà pensato il britannico, che in due anni è riuscito a passare dalle classiche stalle alle stelle più luminose: promettente anche allora, nonostante questo durante gli scorsi Europei in Austria e Svizzera fu mandato a casa dopo la fase a gironi per un controverso arbitraggio della partita tra austriaci e Polonia.

In realtà il discusso rigore assegnato ai padroni di casa al 90° si rivelò esserci, mentre il gol dei polacchi nel primo tempo era in netto fuorigioco (ma a sbagliare fu il suo assistente): ricevette minacce di morte dal popolo polacco, con dichiarazioni assurde anche da parte del primo ministro. Tutta la sua vicenda è fedelmente riportata nel film-documentario “Kill the referee“, lungometraggio spassoso in cui si fa la conoscenza di questo ragazzone del nord dell’Inghilterra. Dopo quell’episodio Webb non si è demoralizzato e quest’anno ha già avuto l’onore di dirigere (magistralmente) la finale di Champions tra Inter e Bayern Monaco.


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Stasera Uruguay - Olanda: il vecchio Tabarez sogna lo sgambetto al rampante Van Marwijk

pubblicato da vieni_127


Arrivati a questo punto, è normale che si voglia continuare a sognare: Uruguay e Olanda sanno benissimo che sono a 90 minuti dalla storia, a una sola partita dal riscriverla la storia, per far vivere giorni magici ai propri tifosi, per regalare anche ai più giovani emozioni che ormai sembrava non potessero essere più vissute. La Celeste fa parte di quell’elitario gruppo di sette che hanno vinto un titolo Mondiale: il primo in assoluto nel ‘30 e poi quello pazzesco venti anni dopo battendo il Brasile al Maracanà. Poi nulla più, neanche tanto strano per una Nazione che in fondo ha solo 3 milioni di abitanti: “Ci sono nazioni che hanno più gente che gioca a pallone di quante persone ci sono in assoluto da noi” ha fatto notare Tabarez.

Strana storia quella dell’allenatore uruguagio che in Italia abbiamo conosciuto per aver allenato Cagliari e Milan: coi rossoneri andò però male, con i titoli di coda già al primo di dicembre con la cartolina del gol di Luiso quando il Piacenza piegò il Diavolo per 3-2. Si parla di una vita fa. Ma non è che poi abbia allenato tanto da allora in poi, con l’ultima squadra di club il Boca Juniors all’inizio del Nuovo Millennio, salvo poi riprendersi la Nazionale dopo l’esperienza di quindici anni prima, quando guidò la Celeste anche nei Mondiali italiani del ‘90. Per strappare il ticket per il Sudafrica ha dovuto battere, non senza fatica, la Costarica negli spareggi, poi l’inserimento nel Gruppo A con Francia, Messico e i padroni di casa.

È stato un Mondiale pieno di sorprese, non vedo perché non dovrebbero essercene altre. Noi continuiamo a segnare. Quando è stato sorteggiato il nostro gruppo eliminatorio, tutti ci facevano le condoglianze. E invece… Pochi pensavano anche che l’Olanda potesse battere il Brasile, ma questo è il calcio. Il Mondiale non incorona la squadra più forte in assoluto, ma chi è più forte in questo determinato momento, e in questo torneo” ha asserito con saggezza il tecnico 63enne che ha messo su una bella squadra, formata da giovani e più anziani reduci, chi più chi meno, da ottime annate. E poi la fortuna ha fatto il resto, non tanto con la Corea quanto contro il Ghana e lo sciagurato rigore di Gyan.


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Olanda - Brasile 2-1: Super Sneijder, verdeoro eliminati

pubblicato da Panda


Clamoroso a Porth Elisabeth. L’Olanda ha battuto ed eliminato il Brasile e si è qualificata alle semifinali di Sudafrica 2010. Vittoria esaltante per gli orange che hanno sconfitto in rimonta una delle super favorite del torneo. Protagonista in positivo l’interista Sneijder, decisivo nella rimonta olandese per recuperare allo svantaggio del gol di Robinho nel primo tempo. Disastroso Felipe Melo che nell’occasione dell’1-1 ha disturbato l’uscita di Julio Cesar deviando la palla in rete e poi si è fatto espellere per aver scalciato Robben. (Il Video della partita)

Nel primo tempo i brasiliani hanno rispettato i pronostici della vigilia giocando un buon calcio e andando in vantaggio con Robinho al 10′ minuto del primo tempo servito in profondità da un passaggio di Felipe Melo. Sembra tutto facile per il Brasile che colleziona buone occasioni da gol nel primo tempo con Juan, Kakà e Maicon, ma nel secondo tempo la musica cambierà. Al settimo minuto della ripresa Bastos, già ammonito, stende Robben e l’arbitro grazia il brasiliano. Passa appena un minuto da questo episodio contestato e l’Olanda pareggia i conti.


Le Foto di Olanda - Brasile 2-1

Le Foto di Olanda - Brasile 2-1Le Foto di Olanda - Brasile 2-1Le Foto di Olanda - Brasile 2-1Le Foto di Olanda - Brasile 2-1

Le Foto dell’espulsione di Felipe Melo

Le Foto dell'espulsione di Felipe MeloLe Foto dell'espulsione di Felipe MeloLe Foto dell'espulsione di Felipe MeloLe Foto dell'espulsione di Felipe Melo

Le Foto dei Tifosi sugli Spalti

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Mercato, il grande ritorno di Michael Ballack al Bayer Leverkusen

pubblicato da vieni_127


Tre volte giocatore tedesco dell’anno, una fama di “eterno secondo“, centrocampista moderno come pochi, nato nella cittadina più ad est di tutta la Germania: stiamo parlando di Micheal Ballack che dopo otto stagioni tra Bayern Monaco e Chelsea torna lì dove era esploso, e cioè a Leverkusen. Firma su un contratto biennale che il Bayer gli aveva proposto, i tedeschi se lo sono accaparrato a parametro zero visto che non aveva rinnovato coi Blues: un ritorno clamoroso, dopo quell’addio nel 2002 in cui Ballack perse finale di Champions proprio con le aspirine (contro il Real Madrid) e finale mondiale contro il Brasile (ma per una goffa squalifica per un giallo contro la Corea del Sud saltò l’evento).

Non solo quell’anno perse anche la finale di Coppa di lega e lo sprint scudetto (vinsero Schalke e Borussia Dortmund), poi col Chelsea si dovette accontentare della medaglia d’argento nella finale di Coppa Campioni a Mosca contro il Manchester United (e fu sconfitto anche in finale di Fa Cup contro il Tottenham), oltre ad essere in campo nella sconfitta nella finale di Euro 2008 contro la Spagna. Quest’anno niente Mondiali per un rude fallo di Boateng del Portsmouth, caviglia fuori uso e Germania senza capitano. Ora un nuovo capitolo, anche se è un ritorno al passato: “Tornando al Leverkusen, chiudo un cerchio” le prime parole del giocatore, ora 33enne.


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