Sir Alex Ferguson, la carriera del mito dello United. Chi dopo di lui?

Dopo quasi 26 anni finisce la storia infinita di Ferguson all’Old Trafford, lo scozzese entra nella leggenda e lascia un’eredità pesantissima al suo successore.

Nemmeno il tempo di festeggiare il ventesimo scudetto che i tifosi del Manchester United si sono trovati a dover fare i conti con la notizia che mai avrebbero voluto ricevere: l’addio del loro condottiero, dell’allenatore di una vita, di Sir Alex Ferguson. All’Old Trafford c’è una statua dello scozzese, è stata inaugrata qualche mese fa, quasi a voler preannunciare la clamorosa decisione annunciata oggi, nel frattempo già da tempo a lui è dedicata anche una tribuna nel tempio dei Red Devils, questo per capire la statura del personaggio che ha fatto la storia del club. 38 trofei in oltre 26 anni di carriera, 13 campionati sui 20 totali dello United, basterebbero i freddi numeri a far capire di cosa sia stato capace questo scozzese. A Manchester molti tifosi, quelli che hanno meno di 27 anni, non sanno nemmeno cosa singifica non averlo in panchina.

Alex Ferguson nasce nel 1941 a Glasgow in una famiglia operaia, il padre, di fede protestante, è stato un calciatore capace di raggiungere la massima divisione nordirlandese, la madre era invece cattolica. Il piccolo Alex non ama la scuola, ai banchi preferisce decisamente i campi di calcio, ciò nonostante riesce a prendere un diploma grazie al quale poi comincerà a lavorare nel porto di Glasgow come tornitore. Si appassiona alla politca e diventa uno dei rappresentanti sindacali, una passione non ben vista dalla madre, ma ancora di più si appassiona a quello sport cui dedicherà tutta la vita. Inizia la carriera da calciatore nel Queen’s Park di Glasgow, poi passa al St. Johnstone, infine al Dunfermline.

La carriera da calciatore, gli anni con i Rangers

Nei primi anni di carriera si mette in mostra per le sue eccellenti doti realizzative, lo notano i Rangers che lo mettono sotto contratto, lui, un cattolico con la maglia della squadra protestante della città. Con il club di Glasgow gioca appena due stagioni riuscendo tuttavia a conquistare il titolo di capocannoniere con 31 marcature. Dopo i Rangers vestirà anche le maglie di Falkirk e Ayr United, ma il meglio di sé lo darà quando appenderà le scarpette al chiodo per iniziare la sua carriera da allenatore. Inizia dal St. Mirren con il quale riesce a conquistare la promozione in massima serie, poi arriva l’Aberdeen e lui inizierà a vincere i primi trofei di una carriera che si dimostrerà poi ricchissima di trionfi.

L’Aberdeen spezza il duopolio di Glasgow

Con i Dons riesce incredibilmente a spezzare il dominio delle due nobili di Glasgow vincendo 3 campionati, ma anche 4 Coppe di Scozia e una Coppa di Lega, ma il suo capolavoro lo realizzerà nel 1983 quando battendo in finale il Real Madrid conquisterà un’indimenticabile Coppa delle Coppe, la successiva Supercoppa Europea sarà solo una ciliegina sulla torta. Negli stessi anni è anche commissario tecnico della nazionale scozzese, arriverà a disputare i mondiali del 1986, un bel traguardo anche se la sua avventura si ferma al primo turno, dettagli. Dopo i mondiali lascia la nazionale e la Scozia per iniziare quella che sarà una storia leggendaria sulla panchina del Manchester United.

Lo sbarco all’Old Trafford, l’inizio della leggenda

Chi pensa ai Red Devils immagina una squadra fortissima capace di essere la regina incontrastata d’Inghilterra, nel 1986 però la vittoria di un qualsiasi torfeo mancava da 26 anni, Ferguson ne impiegherà tre e mezzo per riuscire a spezzare la maledizione, stiamo parlando della Coppa d’Inghilterra nel 1990. Alla fine il buon vecchio Alex in bacheca ne metterà ben 38, abbiamo detto dei 13 campionati, ma non si possono dimenticare le due Coppe dei Campioni e le due Coppe Intercontinentali, ma anche un’altra Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea. Completano il palmares 5 F.A. Cup, 4 Coppe di Lega e addirittura 10 Community/Charity Shield, quella che da noi si chiama Supercoppa.

Alla notizia del suo addio i tifosi sono caduti nello sconforto, così come di sorpresa sono stati colti un po’ tutti quelli che hanno avuto a che fare con lui, i suoi ex giocatori, ma anche chi lo ha conosciuto come avversario. I ringraziamenti allo scozzese sono arrivati da tutto il mondo, hanno commentato la notizia con stupore Cristiano Ronaldo (che su Twitter ha pubblicato una foto del suo primo giorno a Manchester), Wayne Rooney, Michael Owen, David Beckham, ma anche Marcello Lippi, Usain Bolt, Michel Platini e Sepp Blatter, insomma tutto il mondo del calcio. La grandezza di Ferguson sta nell’aver saputo cavalcare 5 lustri riuscendo sempre ad essere al passo con i tempi se non addirittura anticipandoli.

Fedele al suo 4-4-2 ha saputo adattarlo in base agli uomini che aveva a disposizione, sapeva imparare dagli avversari più forti, è arcinota la sua stima nei confronti della Juventus di Marcello Lippi, un’ammirazione che lo portò a tartassare i suoi giocatori con le videocassette dei bianconeri, chiedeva non tanto di guardare alla loro tattica quanto alla loro voglia di vincere. Avrebbe raggiunto quell’obbiettivo come tutti gli altri che si è posto nel corso degli anni, il simbolo è la Coppa dei Campioni del 1999 scippata al Bayern Monaco con due gol nei minuti di recupero, quella notte certificò che i Red Devils erano finalmente diventati grandi come il loro condottiero aveva chiesto.

La fine di un’era

Ha detto che questo è il momento giusto per congedarsi dalla sua creatura, lo United di oggi è una squadra giovane ma gia sufficientemente matura, chi lo sostituira sulla panchina troverà sicuramente gran parte del lavoro avviato. La difficoltà più grande sarà riuscire a non farsi schiacciare dal peso di una figura che a tratti è possibile definire mitologica. Che sia Moyes, che sia Mourinho, difficilmente sarà possibile fare meglio di lui, questo lo sanno anche i tifosi ed per questo che la notizia di oggi è stata accolta con stupore ma soprattutto con sgomento. Sir Alex già nel 2001 aveva detto di voler smettere, poi ha “resistito” altri 12 anni, ricchi come sempre di trionfi, ora ha davvero deciso di prendersi un po’ di riposo, di dedicare un po’ di tempo al suo “comandante”, è così che chiama la moglie. Dopo tante sostituzione dettate dalla panchina, è semplicemente arrivato il momento di pensare alla sua di uscita dal campo, perché gli eroi hanno bisogno di lasciare la scena per consegnarsi alla storia e diventare leggenda.

Sir Alex Ferguson, il mito del Manchester United

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