Fiorentina, alla fine Pizarro resta: “Volevo andare via perché amareggiato dal finale di stagione”

Pizarro rimane alla Fiorentina, la sua “sbandata” di maggio è rientrata: il cileno ieri ha spiegato che voleva andare via perché frustrato dal finale di stagione.

L’ultima stagione è stata per la Fiorentina quella della svolta: bel calcio e ambiente carico, giocatori di talento e un allenatore sulla cresta dell’onda, indubbiamente uno dei perni del sistema di gioco dei viola è stato David Pizarro, arrivato al Franchi dodici mesi fa e subito diventato un idolo della Fiesole. Per questo quando a maggio ha annunciato senza giri di parole che avrebbe voluto cambiare aria i tifosi sono rimasti sbigottiti: perché il cileno non voleva rispettare il contratto in scadenza nel 2014 dopo tanto affetto ricevuto e soprattutto dopo la fiducia incondizionata accordatagli da Montella? Una domanda a cui non è scaturita alcuna risposta, la società non si è fasciata la testa e ha fatto passare un bel po’ acqua sotto i ponti per riprendere il discorso a bocce ferme.

Con l’avvicinarsi del ritiro di Moena la questione non si è potuta più procrastinare: l’agente Santisteban si è incontrato con Pradé e insieme hanno fatto il punto della situazione. Chiarezza di intenti e pochi giri di parole, alla fine la cosa si è risolta con una fumata bianca, Pizarro rimane un altro anno a Firenze. Come mai dunque i mal di pancia di maggio? Finalmente il mediano ha fatto luce sulla sua sbandata; in Trentino coi suoi compagni ieri c’è stata una vera e propria festa con tanto di palco, dichiarazioni e tifosi in visibilio. Arrivato il turno di Pizarro inevitabile la curiosità di tutti, così l’ex romanista ha dichiarato:

“Ho avuto un momento di sbandamento a fine stagione, per come era finita, ma Firenze e la Fiorentina sono sempre stati nei miei pensieri. C’ero rimasto molto male per com’è finito il campionato. Mi dispiace per com’è andata. Non vado via. Quest’anno ce la giocheremo se non succede qualcosa di strano”.

La frustrazione per il terzo posto scappato via di mano appannaggio del Milan (per i più favoriti da tanti troppi aiuti arbitrali) avevano messo nella sua testa il tarlo dell’addio definitivo all’Italia; poi i chiarimenti, l’ottimo mercato di Macia e Pradé e così il divorzio è stato evitato.