TURIN, ITALY - MAY 05: Simone Padoin of Juventus celebrates after scoring the opening goal during the Serie A match between Juventus and Atalanta BC at Juventus Arena on May 5, 2014 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)
Da uomo simpatia della tifoseria bianconera a scelta quasi primaria di Allegri un po’ ovunque, adesso anche come sorta di titolare sull’out di sinistra in difesa, dove le contemporanee assenze di Evra e Asamoah hanno aperto a una scelta chiara del tecnico livornese a favore di Simone Padoin. Con lui in campo la Juve ha numeri impressionanti (li ha già di per sé) e soprattutto ha vinto la delicatissima trasferta di Malmoe in Champions League dopo aver distrutto la Lazio all’Olimpico.
Non è quindi più l’ultima ruota del carro (non lo era neppure con Conte, ma le sensazioni erano ben diverse): Padoin ha conquistato gradi anche perché Allegri non solo ne premia la duttilità, ma è in particolare conquistato dall’applicazione e dai dati dei test atletici. Calciatore di affidamento come poteva essere Gianluca Pessotto ai tempi, Padoin difficilmente sbaglia una situazione tattica. Che giocando ora con un più spregiudicato 4-3-2-1 diventa essenziale per la fase difensiva, non più protetta da un centrale difensivo “in avanzo” che può staccarsi e compensare imprecisioni e imperfezioni altrui.
Si sta quindi proponendo sulle scene come terzino, Padoin. E chi ha memoria buona ricorda un Allegri da sempre attratto dall’idea di utilizzare un centrocampista piuttosto che un centrale aggiunto come quarto di difesa. Al Milan toccò anche a Constant e a Emanuelson, senza dimenticare che lo stesso Abate, sperimentato da fluidificante destro da Leonardo, dette il suo meglio nel ruolo proprio con Allegri.
Non fraintendiamoci: difficilmente Padoin sarà un titolarissimo di questa nuova Juventus. Però neppure l’uomo di scorta nudo e crudo. Allegri lo ha addirittura proposto in estate più volte “alla Van Bommel” come terza scelta dietro a due mostri come Pirlo e Marchisio. Nel concetto dell’allenatore del dopo-Conte dietro c’è bisogno di intelligenza e dalla cintola in avanti devono giocare quelli più bravi. Concetti elementari, che paiono funzionare. E poi Padoin lì, da terzino sinistro, iniziò la carriera in Serie B con la maglia del Vicenza agli ordini di uno degli attuali coach federali di Coverciano, Maurizio Viscidi.
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