Braschi e Collina in coro: “Arbitri addizionali, esperimento riuscito”

Braschi e Collina da Coverciano in occasione di un seminario coi giornalisti sportivi: “Neanche un caso di gol fantasma, gli arbitri addizionali meglio della tecnologia”.

Ancora dieci giorni e poi la Serie A edizione 2012/2013 verrà accuratamente messa in archivio, nel frattempo alcuni verdetti sono già stati scritti e anche la classe arbitrale ha potuto fare il punto della situazione sull’annata dei fischietti nostrani. Riunitisi a Coverciano per il sesto seminario di aggiornamento tecnico-formativo per giornalisti sportivi (organizzato dalla FIGC e dall’USSI), oggi sono intervenuti due celebri ex direttori di gara, entrambi toscani: si tratta di Stefano Braschi, designatore degli arbitri della Can A, e di Pierluigi Collina, passato invece a designare gli arbitri in ambito europeo, ed entrambi hanno espresso la loro opinione in merito all’esperimento condotto per la prima volta in Serie A quest’anno degli arbitri addizionali, quelli che in parole povere stazionano sulla linea di fondo nei pressi delle porte.

Per Braschi questa innovazione è stato un vero e proprio successo:

“Abbiamo messo in piedi il progetto degli arbitri di porta nel giro di due giorni e io ho subito sposato questa idea. L’arbitro addizionale porta a dei benefici enormi. A tre giornate dalla conclusione del campionato, al di la’ di qualche polemica nostrana, l’applicazione degli arbitri di porta ha dato risultati straordinari. Gli errori sono diminuiti notevolmente, la collaborazione fra arbitri ed assistenti di porta è stata straordinaria, e la percentuale di errori degli arbitri di porta è del 2,5%, percentuali dunque che neanche le macchine riuscirebbero ad avere. Sono molto contento degli arbitri addizionali, possiamo solo migliorare”.

Gli fa eco Collina:

“La goal line technology in questo campionato di serie A si sarebbe potuta rilevare utile in tredici casi. Con l’uso dei soli arbitri di porta, non vi è stato alcun errore nella valutazione di tali casi. Il costo complessivo degli arbitri è un terzo rispetto all’eventuale spesa per l’acquisto in tutti gli stadi di serie A della tecnologia dell’occhio di falco. L’obiettivo degli arbitri di porta non è eliminare gli errori dei direttori di gara in una partita, ma diminuirli, cosa che è stata ottenuta. Sono stanco di sentir dire che la gara fra Inghilterra e Ucraina nell’ultimo Europeo è un esempio di malfunzionamento degli arbitri di porta. La tecnologia chiamata occhio di falco ha certificato che nella mancata assegnazione del gol all’Ucraina, la palla aveva superato la linea di porta di appena tre centimetri”.

Tutto molto bello ma è utile sottolineare un importante aspetto della questione, una nota decisamente negativa del suddetto esperimento che Braschi si è limitato a definire “polemica nostrana“. E’ indubbio che il lavoro degli arbitri addizionali sia stato egregio nel segnalare eventuali gol/nongol, ma è altrettanto vero che spesso le loro interferenze su delicati episodi avvenuti in area di rigore (il non-fuorigioco di Bergessio in Catania-Juve, il presunto fallo di mani di Granqvist in Juve-Genoa) hanno creato non pochi imbarazzi ai direttori di gara. Insomma, nulla da eccepire sulla bontà del progetto a patto che ci sia ulteriore chiarezza sui compiti della cinquina arbitrale: chi sta dietro la porta dovrebbe intervenire solo e soltanto in occasioni di gol fantasma.

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