Basta!

Ermanno Licursi La notizia risale a Sabato scorso.

Non ne abbiamo voluto parlare fino ad oggi, forse a torto, perchè in questi casi, qualsiasi parola, qualsiasi frase, rischia di sembrare retorica.

Ma, quando oggi, sfogliando i quotidiani, tra foto, didascalie, gossip, e informazioni varie, abbiamo letto "Un minuto di silenzio in memoria di Ermanno Licursi", abbiamo pensato che forse, qualche parola andava comunque spesa.

Ermanno Licursi, 40 anni, dirigente della società di calcio Sanmartinese di San Martino di Finita, è stato aggredito e picchiato a morte durante una rissa avvenuta nello stadio di Luzzi, in provincia di Cosenza, al termine della partita con la Cancellese.

La rissa è stata provocata da alcuni tifosi entrati nel campo di gioco al termine della partita, secondo un primo racconto di un testimone oculare all'agenzia Ansa.

"Alla fine della partita - ha detto il calciatore - stavamo rientrando negli spogliatoi quando nel campo sono entrati alcuni tifosi che stavano assistendo alla partita.

Ci sono stati calci e pugni ed un lancio di pietre.

A quel punto Licursi ha cercato di riappacificare gli animi, ma è stato anche lui colpito."
Con l'esito tragico che conosciamo.

I carabinieri sono giunti all'identificazione di una ventina di presunti responsabili, tutti indagati, tra cui due calciatori, attraverso le testimonianze dei calciatori e di altre persone presenti all'interno dello stadio calabrese.

L'autopsia sembra confermare che la causa del decesso sia stata generata da due calci alla testa dell'uomo.

Ma questi sono particolari di cronaca secondari.

Il punto è: può un padre di famiglia, finito di pranzare, baciare la moglie, raccomandare ai suoi bimbi di "fare i bravi" in sua assenza, recarsi allo stadio a godersi uno sport, per giunta dilettantistico, che è sia un lavoro che una passione, per poi non tornare più a casa, per essere stato picchiato a morte?

Possono le pagine sportive dei quotidiani, continuare a riportare notizie di risse, insulti, atti vandalici, pestaggi e addirittura decessi?

E noi che continuiamo a seguire questo "sport" (scusate il termine improprio), che percentuale di colpa abbiamo?

Basta leggere i commenti di questo stesso blog, sempre pungenti, spesso offensivi, comunque sempre carichi di disprezzo per chi simpatizza per colori diversi dai propri.

Forse nessuno degli autori di tali commenti arriverebbe mai alle lesioni fisiche nei confronti di un avversario (ma avversario di cosa, mi chiedo?), ma c'è davvero tanta differenza?

C'è tanta differenza tra uno stadio e un arena di gladiatori, dove il pubblico assetato di sangue, spronava i contendenti a massacrarsi a vicenda?

Ma non preoccupatevi.

Il Presidente della Lega Nazionale Dilettanti ha tuonato che la Cancellese (una delle due formazioni coinvolte) sarà radiata.

Questo weekend, su tutti i campi, verrà osservato sui campi di calcio (a Coverciano durante un summit sulla non violenza, è stato già fatto) un minuto di silenzio.

Leggeremo qualche striscione strappalacrime, vedremo qualche servizio televisivo sul funerale tenuto ieri, e poi ce ne dimenticheremo.

Poi, anche quest'altra seccatura sarà archiviata e potremo tornare ad insultarci candidamente, come sempre.

Evviva!

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