Juve, Ogbonna dribbla le polemiche da ex torinista: “Sono un professionista, qui per crescere”

Prime parole per Angelo Ogbonna da nuovo giocatore della Juve: il recente passato al Torino, il razzismo e gli obiettivi, il difensore di Cassino si disimpegna bene.

Angelo Ogbonna non aveva ancora compiuto 18 anni quando Alberto Zaccheroni, all’epoca allenatore del Torino, lo buttò nella mischia in una partita contro la Reggina: il difensore di Cassino di origini nigeriane completava così il suo percorso cominciato cinque anni prima nelle giovanili dei granata che lo prelevarono da un piccolo club ciociaro per 3000 euro su indicazione del direttore generale del club Antonio Comi. Dopo la parentesi, più che fruttuosa, a Crotone, Ogbonna tornò nel capoluogo piemontese per fare il definitivo salto di qualità, per crescere e diventare un idolo della Maratona, 160 partite (e 1 gol) con la maglia del Toro addosso per meritarsi la fascia da capitano, l’azzurro della Nazionale e una valutazione di 15 milioni di euro. A 25 anni è pronto per la consacrazione e bisogna che abbia le spalle belle larghe continuando a vivere nella stessa città: dismesso il granata, ha abbracciato la causa bianconera, in silenzio e senza timore, in barba alla rivalità e alla passione dei tifosi. Nella conferenza stampa di presentazione di oggi Ogbonna sa che non può fare nessun errore, perché c’è da tenere buoni i torinisti ma anche conquistarsi gli juventini:

“Conoscevo già molti compagni qui alla Juve, sono orgoglioso perché mi ha scelto una delle più grandi società in Italia e al mondo. Per me era un’opportunità importante di crescita, e sono soddisfatto di averla presa al volo. La Juve è stata l’unica società a volermi fortemente, non mi ritengo un traditore perché prima di tutto sono un professionista. Il mio cuore è legato al calcio e il calcio si gioca in ogni parte del mondo. Ognuno può e deve ambire ai massimi livelli. La mia scelta non è stata dettata dal tradimento ma dall’ambizione. Ho mantenuto ottimi rapporti con Cairo e Ventura, la trattativa è sempre andata avanti con tranquillità, tra gentiluomini. Il derby? La sfida contro il Toro sarà una gara importante. Ora sono dall’altra parte e so quanto ci tengano i tifosi bianconeri. Da professionista non ho mai tirato indietro la gamba, cercherò sempre di mettere in difficoltà la squadra avversaria, non solo il Torino, ma tutte quante”.

Che abbia i piedi buoni ormai gli appassionati di calcio lo sanno, in pochi però sapevano che questo difensore centrale era anche abile nei dribbling; perché Ogbonna ha dovuto scansare una serie di domande tignose e lo ha fatto con eleganza, salvo poi potersi rilassare quando gli interrogativi diventano meno maliziosi:

“Conte mi ha accolto bene. Il campo sarà decisivo, io cercherò di dare il mio contributo e metterlo in difficoltà nelle sue scelte. Sono al servizio dei compagni e dell’allenatore, farò il massimo per cercare di ritagliarmi un piccolo spazio. I miei nuovi compagni mi ispirano, giocare insieme anche in Nazionale potrebbe rendere le cose più semplici, i meccanismi potrebbero essere più fluidi. Sono soddisfatto di fare parte di questo gruppo e di lottare per lo scudetto e la Champions. E i nostri obiettivi sono chiari: la Supercoppa e il terzo scudetto di fila, e fare bene in Europa. Sinceramente non pensavo di valere addirittura 15 milioni, ma se la Juve ha pagato quella cifra ci sarà un motivo”.

Non solo il cambio di sponda, anche le domande sull’annosa questione razzismo; che come abbiamo visto dalle becere cronache degli ultimi giorni non è una mera questione di inciviltà da stadio. Il nuovo numero 5 della Juve si disimpegna ancora bene:

“Negli anni scorsi ci sono stati cori razzisti allo Juventus Stadium? A questo punto meno se ne parla, meglio è. Non voglio dover enfatizzare un discorso di questo tipo. Dovrebbero farlo altri, a cominciare da voi. La polemica tra Calderoli e il ministro Kyenge? Credo che non abbia nemmeno senso commentarla. I fatti parlano da soli. Penso che non sia stato opportuno e cercherei di chiudere la vicenda al più presto”.

Angelo non è un gran chiacchierone. Lui lavora sodo e cerca di non trascurare alcun dettaglio. C’è da scommetterci che gli stava a pensiero questa conferenza stampa. Ora è tempo di far lavorare i muscoli, il passato è definitivamente alle spalle.