Palermo, Gennaro Gattuso: “Ho rifiutato una panchina delle giovanili del Milan”

L’allenatore rosanero è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport.

Dopo un primo assaggio nelle vesti di allenatore in Svizzera con il Sion, Gennaro Gattuso è alle prese già da tempo con la sua prima vera esperienza da tecnico, alla guida del Palermo. L’ex centrocampista del Milan è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport e ha parlato principalmente proprio di questo suo nuovo ruolo.

Gattuso ha ribadito che la scelta di fare l’allenatore è stata decisamente influenzata dai suoi noti problemi di salute alla vista:

Durante quei 9 mesi in cui rimasi fermo per il problema alla vista, mi dicevano che non avrei potuto più giocare. Ho sofferto molto ma con l’aiuto delle persone care ce l’ho fatta. E ancora oggi i medici si stupiscono di vedermi così attivo nonostante prenda 15 milligrammi al giorno di cortisone. Lo stress non aiuta ma non riuscirei a vivere fuori da questo mondo.

Ringhio ha anche dichiarato che la sua avventura nel Milan avrebbe potuto avere un seguito ma l’attuale allenatore rosanero ha preferito subito confrontarsi con una prima squadra senza perdere troppo tempo nelle giovanili:

Se avessi voluto potevo rimanere, c’era un contratto sulla scrivania pronto per la firma, ma desideravo altro. Quando ho deciso di fare questo lavoro ho pensato subito alla prima squadra, se avessi cominciato dalle giovanili poi mi sarei fermato là. Preferivo partire magari dalla C ma stare in prima linea.

Il rischio di bruciarsi, soprattutto con la fama di mangia-allenatori di Maurizio Zamparini che non promette nulla di buono, non lo spaventa:

Non mi voglio fasciare la testa prima di rompermela. Avrei firmato gratis, altro che storie. Zamparini l’ho convinto in pochi minuti spiegandogli che bisogna remare nella stessa direzione, dobbiamo dare una linea univoca, non voglio sentire una dichiarazione del presidente o del direttore sportivo opposta alla mia e viceversa.

Gattuso, infine, ha anche svelato i nomi dei tecnici dai quali si ispira:

Lippi, Ancelotti e Rossi: da ciascuno ho preso qualcosa. Dai primi come gestire il gruppo, sebbene in modo opposto e io sto provando a mischiarli. Di Delio ho apprezzato il modo di comunicare con i giocatori.

Foto | © Getty Images