Juve-Inter, Spalletti: “Non sarà un esame, sappiamo già chi siamo”.

La conferenza stampa di Luciano Spalletti alla vigilia di Juventus-Inter, in programma domani sera a Torino

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Probabilmente nessuno in casa Inter, neanche il più ottimista tra i tifosi nerazzurri, si sarebbe immaginato di presentarsi da capolista alla sfida contro la Juventus del 9 di dicembre. La partenza dei nerazzurri ha stupito un po’ tutti perché sono decisamente riusciti a bruciare le tappe sotto le cure di Spalletti, che ha anche rigenerato giocatori ampiamente bocciati da tifosi e critica. I nerazzurri sono primi, hanno la migliore difesa del campionato (insieme a Napoli e Roma) e sono ancora imbattuti dopo 15 partite stagionali.

Luciano Spalletti è convinto che i suoi potranno scendere in campo facendo affidamento sulle proprie certezze, pur rispettando le qualità dei bianconeri: “Noi dobbiamo sempre guardare nel pericolo che potremmo avere avanti, delle opportunità per portare dei risultati a casa. Sappiamo che dobbiamo andare lì a giocarci la nostra partita, abbiamo le nostre certezze. Rispetto assoluto, ma nessun timore perché abbiamo le nostre forze da mettere in campo. Ora abbiamo la certezza di avere delle qualità, dobbiamo continuare a lavorare in maniera seria. Gli obiettivi che abbiamo sono lontani e le altre squadre vanno talmente forte che ci vorranno tanti punti ancora per raggiungerli. Sarà una partita importante e cercheremo di portare a casa quanti più punti è possibile. Non affrontiamo la Juventus terza in classifica, ma affrontiamo una Juventus che ha vinto sei scudetti consecutivi ed ha giocato due finali di Champions League negli ultimi tre anni. Non dobbiamo capire chi siamo, noi già lo sappiamo ed abbiamo la certezza di quello che siamo diventati. Abbiamo tutte le qualità per tornare da Torino con il massimo risultato. Ci sarà soltanto da lavorare così e da mettere in pratica le cose che sono nostre, di buttarle dentro la partita ogni volta che indossiamo questa maglia. Il sentimento dei tifosi merita il nostro impegno, i risultati. Lo meritano loro, lo merita la città di Milano. In caso di vittoria cambieranno i nostri obiettivi? Noi vogliamo arrivare in fondo, più vicino possibile alla testa della classifica. Ci sono altre squadre che hanno gli stessi obiettivi, per ora bisogna lavorare in maniera seria e stare sul pezzo. Non è una partita che cambia gli obiettivi, il tragitto è lungo. Ci vogliono nervi saldi ed equilibrio“.

Domani il tecnico interista non dovrebbe proporre esperimenti, facendo affidamento sul suo assetto tipo di questo primo scorcio di stagione. Probabilmente l’Inter scenderà in campo con l’intenzione di osare di più rispetto a quanto ha fatto a Napoli, dove è comunque riuscita a portare a casa un pareggio prezioso: “Non dobbiamo inventarci niente, non ne abbiamo bisogno Per il nostro cammino, dobbiamo ripetere quanto fatto ed esibire la forza che abbiamo avuto. Siamo convinti e ci fidiamo delle nostre qualità, dovremo metterle in pratica. Dobbiamo mettere le nostre certezze, che sono molte. Quelli che sono i nostri equilibri, le nostre pressioni, le fughe, la scelta dei momenti. La fisicità può essere una chiave, loro hanno tanti calciatori tecnici come Dybala e Pjanic. Puntare sui centimetri, sul fisico può essere una cosa importante. Chi toglierei alla Juventus? Allegri. E’ il miglior nel preparare la partita, è bravo nel cambiamento repentino. Brozovic? Le scelte fatte fino ad ora sono sotto gli occhi di tutti, a centrocampo ho cinque titolari. Vecino è recuperato ed è a disposizione. Borja Valero lo preferisco in campo, da trequartista fa tanti metri e copre tutti i buchi. Ha grandi qualità. Difficoltà sugli esterni? Le nostre ali sanno cosa devono fare. D’Ambrosio ha mostrato più duttilità, Santon ha ritrovato le sue qualità. I suoi allenamenti danno i frutti, oggi è pronto anche a fare il centrale. Douglas Costa e Cuadrado sono veloci, ma Mandzukic quando ti viene addosso con la sua forza fisica e morale è un cliente scomodo. Finalizza le azioni più degli altri due, che invece sono di costruzione. Se oseremo di più rispetto a Napoli? Nel parlare con i calciatori dopo quella gara analizzammo anche quell’aspetto, perché in questo discorso furono coinvolti anche i restanti componenti della squadra. Nello spogliatoio notai grandissima soddisfazione e proprio in quel dopo-partita io ho riportato quest’aspetto, cioè che è stato un buon risultato ma in determinati momenti potevamo osare di più. E per quel che è venuto fuori nel discorso è stata confermata la mia impressione. Di conseguenza mi aspetto una presa di coscienza, perché è una gara che assomiglia molto a quella“.