Serie B, il Padova non vuole rigiocare col Carpi dopo il black-out: è polemica

Nel pomeriggio Concas e Inglese hanno regalato il primo storico successo del Carpi in Serie B, 0-2 sul campo dello Spezia che quest'anno al Picco non ha ancora trovato la via del gol (0-0 all'esordio col Cittadella e 0-2 oggi, la scorsa settimana vittoria sul campo della Juve Stabia), ma la festa è stata in qualche modo rovinata dalla polemica a distanza tra la squadra emiliana e il Padova. I fatti risalgono al 31 agosto scorso quando, per l'esordio casalingo dei biancorossi, si giocava la partita contro i veneti: alla mezz'ora i fari del Braglia, stadio modenese prestato quest'anno ai carpigiani, hanno smesso di funzionare costringendo l'arbitro Abbattista di Molfetta a sospendere la partita; una bega per la squadra patavina che già due anni fa incapparono in un inconveniente simile contro il Torino (ma si giocava all'Euganeo). Allora si riprese il gioco settimane dopo ricorsi e tentennamenti, cosa succederà quest'anno?

Il Padova punta a vincere la partita 0-3 a tavolino, già la sera stessa della partita capitan Trevisan aveva presentato istanza scritta al direttore di gara per ottenere il successo senza continuare la partita; nessuna ripresa del gioco il giorno dopo, né nelle prossime settimane, il presidente dei biancoscudati Diego Penocchio è stato intransigente nonostante i tentativi della Lega di B di far prevalere il buon senso. Una situazione inaccettabile per il patron del Carpi Stefano Bonacini che a RadioScudati, trasmissione radiofonica ufficiale del Padova, alza la voce:

"Abodi parla di etica sportiva, ma di fatto è tutta finzione. La partita va rigiocata perché il Braglia era stato collaudato e verificato da un tecnico della Lega come funzionante nella serata del giovedì che aveva preceduto la partita".

Il numero uno degli emiliani torna sulla questione dopo la vittoria di La Spezia e lo fa aggiustando il tiro; Bonacini se la prende senza mezzi termini col Padova:

"Non mi esimo dai concetti espressi nell’intervista, ma ci tengo a sottolineare che l’oggetto del mio sfogo non sono il Presidente Abodi e la Lega Serie B, che concretamente propugnano il fair-play e l’etica sportiva, ma è il Padova Calcio che non ha accolto lo spirito sportivo sviluppato attraverso numerose iniziative proprio dalla Lega Serie B e dal suo presidente, perdendo così una grande occasione per dimostrare che nel calcio vince anche il buon senso e... lo stesso spirito sportivo. Senza dimenticare poi, che si tratta di una partita valida per la seconda giornata di campionato con altre 40 partire ancora da disputare. Resto pertanto molto infastidito dal fatto che si legga prima della gara al microfono dello stadio il comunicato sull’etica sportiva quando poi, in concreto, si cerchi di strumentalizzare un evento fortuito per cercare una vittoria a tavolino".

L'impressione è che siamo solo all'inizio di una querelle che potrà trascinarsi ancora per molto tempo, tra ricorsi e contro-ricorsi. Certo è strano che il Padova, che non si è pronunciato in maniera informale sulla vicenda, faccia tali resistenze: due anni fa si trovava dalla parte del "torto" e ottenne di continuare la partita e, in fondo, Padova è molto vicina a Modena. Senza considerare che erano stati giocati appena 30 minuti e si era sullo 0-0: ritornare al Braglia per un'ora di partita è come ripetere il match se fosse stato sospeso per eventi atmosferici. Staremo a vedere.

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