Tevez guida senza patente, graziato dai giudici: 250 ore di servizi sociali e niente carcere

L’argentino del Manchester City se la cava con 250 ore di servizi sociali, questa la pena decisa dai giudici per infrazioni al codice della strada del mese scorso.

Carlos Tevez deve ringraziare i giudici inglesi se nel giudicare la sua ultima bravata alla fine hanno deciso di punirlo con quello che in pratica si può definire un buffetto. Un mese fa l’argentino era stato fermato da una pattuglia della volante mentre era alla guida della sua Porsche Cayenne mentre si aggirava nei pressi di Macclesfield, il giocatore, su richiesta degli agenti, aveva esibito la sua patente che però è risultata non valida essendo stata sospesa per sei mesi. Avrebbe potuto ricominciare a guidare soltanto a luglio, i poliziotti non hanno potuto far altro che dichiararlo in stato di fermo e condurlo in caserma, l’attaccante era poi tornato in libertà su cauzione.

Per infrazione di questo tipo, considerato che i giudici avrebbero dovuto tenere conto anche della sua recidività, il tesserato del Manchester City rischiava di dover scontare fino a sei mesi di carcere associati al pagamento di una multa che poteva arrivare fino a 5000 sterline. E invece la condanna è stata decisamente più mite, Tevez dovrà infatti pagare una multa di appena 1000 sterline, poco più di 1000 euro, e offrire 250 ore del suo tempo ai servizi sociali, decisamente meglio che finire dietro le sbarre. Ovviamente per tornare a guidare una delle sue macchine di lusso dovrà aspettare un bel po’ dal momento che la precedente sanzione è stata prolungata di altri sei mesi.

La prima sospensione era arrivata lo scorso gennaio dopo che aveva mancato di rispondere alla notifica di ben due infrazioni per superamento dei limiti di velocità, già allora aveva dovuto pagare una multa di oltre 1500 sterline. Ma non è la prima volta che l’Apache si trova ad avere problemi al volante: già nel 2009 era stato sorpreso alla guida senza patente su una vettura con i finestrini oscurati senza che questa avesse le necessarie licenze. L’argentino non fa della disciplina sulla strada una delle sue virtù migliori, così come tanti altri suoi colleghi, ultimo in ordine di tempo lo juventino Bendtner fermato per guida in stato di ebbrezza. Chissà se questa volta ha imparato la lezione.

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