La storia di Abel, da tifoso a magazziniere del Real Madrid grazie a Mourinho

La storia di un tifoso messicano che per una settimana è diventato magazziniere del Real Madrid grazie a Mourinho.

Chi pensa che José Mourinho abbia una caratteraccio, che sia una persona scontrosa, dopo aver letto questa storia non potrà far altro che ricredersi. Ce la racconta il tabloid inglese Sun e ha per protagonista un tifoso messicano del Real Madrid che grazie all’allenatore portoghese ha vissuto un’esperienza che sicuramente non dimenticherà mai nella vita. Abel Rodriguez è un uomo di 41 anni, messicano immigrato in America, è padre di tre figli e lavora come inserviente in una stazione ferroviaria a Los Angeles. Da sempre è un grande fan delle Merengues e quest’estate ha lavorato come magazziniere nel ritiro degli spagnoli durante la loro tournée americana, un lavoro non retribuito, compensato soltanto dal privilegio di vedere i suoi beniamini ogni giorno a pochi passi da lui.

Il suo vero sogno era però quello di assistere un giorno al Clasico, così ha cerchiato di rosso sul calendario il 2 marzo e dopo aver messo da parte i soldi necessari ha deciso di prendere un aereo per la Spagna, incoraggiato dalla moglie Olga che lo ha aiutato a rompere ogni indugio. Arrivato in Europa ha però scoperto che tutti i biglietti erano ormai stati venduti, una notizia drammatica per una persona che aveva investito gran parte dei suoi guadagni per quell’ambita trasferta. L’uomo non si è scoraggiato e ha deciso di andare presso il centro di allenamento del Real a Valdebebas per provare a incontrare qualcuno che potesse aiutarlo. La sicurezza non lo ha fatto entrare e così si e messo fuori dai cancelli ad aspettare per ore che succedesse qualcosa, pregando per un miracolo.

Il miracolo è davvero arrivato e aveva il volto di José Mourinho, il tecnico uscendo dal centro ha riconosciuto Abel è ha chiesto al suo autista di fermarsi, ha abbassato il finestrino e lo ha salutato: “Amigo! Che ci fai qui?”. Abel non poteva credere che il mister lo aveva riconosciuto, ripresosi dallo choc ha cominciato a raccontare la sua storia, dei biglietti esauriti, del fatto che per dare la caccia al tagliando ancora non si fosse preoccupato nemmeno di trovare un posto dove dormire. Il portoghese ha ascoltato attentamente la storia e ha deciso di aiutarlo.

Il problema del biglietto è stato risolto in fretta, Abel ha potuto assistere alla partita del Bernabeu vinta per 2-1 dai padroni di casa dall’area Vip e dopo la partita ha potuto chiacchierare con i giocatori. Ma Mourinho ha fatto di più offrendogli anche un posto letto, il messicano ha così dormito nell’albergo di lusso degli spagnoli nei giorni precedenti la partita. Dopo il Clasico Mourinho ha chiesto ad Abel che programmi avesse per i prossimi giorni, per poi fargli una proposta incredibile: “Ti piacerebbe venire con noi a Manchester come magazziniere?”. Per Abel è stato nuovamente uno choc, ovviamente ha accettato subito, Mourinho gli ha chiesto di poter fotografare il suo passaporto e con un paio di telefonate ha in pratica trasformato il tifoso venuto dall’America in un dipendente dei Blancos.

Anche l’esperienza di Champions League è stata indimenticabile, il Real ha conquistato un’altra vittoria e Abel si è presto trasformato in una mascotte porta fortuna, molto amato dai giocatori, in particolar modo da Cristiano Ronaldo, Coentrao e Kakà. All’Old Trafford ha potuto conoscere Sir Alex Ferguson (“Era negli spogliatoi a fine partita, rosso in volto, arrabbiatissimo. Poi però mi ha detto di andare a chiamare Mourinho perché era pronto il vino. Sono molto amici.”), ha incontrato Maradona, anche lui spettatore del big match, soprattutto ha lavorato come tutti gli altri magazzinieri, preparando le divise, scaricando e caricando le borse sull’autobus. Poi sono tornati in Spagna, ha finito il suo lavoro e ha preso l’aereo che lo ha riportato a Los Angeles.

Non ha avuto modo di ringraziare come voleva Mourinho per il grande regalo che gli aveva fatto e così ha deciso di raccontare la sua storia al Sun, corredata da foto che dimostrano la veridicità dei fatti, per poter far arrivare il messaggio allo Special One: “Vorrei dire al mister che non ha fatto diventare realtà un sogno, ma una pura fantasia. Non so come ringraziarlo, quando sono tornato a casa non riuscito a smettere di piangere per la gioia. Non dimenticherò mai quella settimana. L’immagine del mister non è forse delle migliori, ma le persone semplicemente non lo conoscono bene. Quell’uomo ha un cuore grandissimo, è una persona eccezionale”. E dopo aver letto questa storia anche i suoi più accaniti detrattori non potranno non vederlo sotto una luce diversa.

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