De Rossi: “A Roma mi calunniano, in Nazionale mi sento importante”

Il centrocampista giallorosso contro l’ambiente romano: «Devi stare sempre attento a come ti muovi, a quello che dici, perché ti vengono attaccante delle pecette vergognose…»

di antonio

Roma è un posto particolare, una metropoli dove non è certo impresa ardua venire a conoscenza di aspetti della vita privata dei personaggi famosi. Un paesone in cui capita di doversi guardare alle spalle per difendersi dalle malelingue. Non ne è immune Daniele De Rossi, spesso al centro di voci di calciomercato negli ultimi anni, ma anche di presunte illazioni che esulano dalla sua sfera sportiva. Il centrocampista giallorosso è stato messo sul banco degli imputati (insieme a molti altri calciatori) dalla piazza giallorossa, dopo la fallimentare stagione culminata con la sconfitta nella finale di Coppa Italia contro la Lazio. Con Zeman il rapporto era burrascoso. Con Andreazzoli le cose sono migliorate, ma non si sono placate le voci su un suo possibile addio alla Roma.

Ieri la nota della Figc ha negato una presunta intervista rilasciata dal calciatore:

«In merito alle dichiarazioni apparse oggi su alcuni siti e social network circa una “presunta” intervista, rilasciata dal calciatore della Roma e della Nazionale Daniele De Rossi a Rai International, aventi per oggetto il suo futuro nel club giallorosso, la Figc precisa che da quando è in ritiro con la Nazionale non ha rilasciato alcuna dichiarazione nè interviste agli organi di stampa».

A Roma sto bene, voglio restare, a meno che non sia la società a volermi mandare via“. Erano queste le parole attribuite a Daniele De Rossi e apparse da ieri sera su siti e social network vari. Oggi lo sfogo in prima persona dal ritiro della Nazionale Italiana, contro l’ambiente romano:

“Il fatto di dover sempre dimostrare, di dover sempre negare accuse folli o dicerie becere, diciamo che quello è un po’ più grave secondo me. Diciamo che quando vengo in Europa, in Nazionale, sono considerato non dico una stella, ma un giocatore molto importante e quando vado a Roma invece devi stare sempre attento a come ti muovi, a quello che dici, perché ti vengono attaccante delle pecette vergognose… Io penso che chi calunnia è peggio di chi fa la spia. E a Roma si vive anche di calunnie… Ormai uno lo sa, sa da dove viene tutto questo e ci convive. Si impara a conviverci poi… Penso che quando gioco male, gioco male per colpa mia e quando gioco bene, gioco bene per merito mio. Bisognerebbe essere più lucidi nel giudicare quando gioco bene, perché è successo anche che ho giocato bene a Roma e tante volte non ce ne si accorge”

L’azzurro poi parla dopo la vittoria dell’Italia sul Messico al ‘Marcanà’, nella prima sfida della Confederations Cup.

“Penso che sono un ragazzo onesto e devo anche fare una valutazione. Ogni volta che vengo qui, magari non stasera, ma nelle ultime volte sono stato il migliore in campo. Questa sera ho fatto una buona partita. Insomma, le cose sono sempre andate molto bene, molto più che molto bene. Quindi c’era tanta differenza rispetto a quello che facevo alla Roma: ovvero una gara buona, una meno buona. Quindi un pizzico, un fondo di verità ci deve essere. È anche giusto rendersi conto di quello che mi circonda a livello ambientale, o mio personale come pressione… perché il Maracanà è guardato da tutto il mondo, e la pressione dovrebbe essere di più. Giocare nella Roma mi dà una pressione diversa, meno mondiale ma più passionale e a volte forse mi confondo e mi coinvolge troppo”.

In conclusione De Rossi un commento su Rudi Garcia, scelto come nuovo allenatore della Roma:

“Io ho seguito con grande attenzione. Ancora non ho sentito nessuno: né il mister, né nessuno della società. Ho seguito tutta la storia, tutta la ‘telenovela’. Abbiamo preso un allenatore bravo, un allenatore equilibrato. Mi ricorda vagamente, anche se ho sentito solo due parole, Luis Enrique, quindi per me parte col piede giusto, perché per me rimane sempre il numero uno. Poi tutto è da vedere. Ma mi sembra un allenatore bravo, che ha fatto bene dove è stato anche in una realtà abbastanza piccola rapportata a certi livelli: è una buona scelta, poi il fatto che non sia stata la prima a noi non deve interessare. Dobbiamo vedere quello che abbiamo e quello che sarà per la nuova Roma. Leggo anche di acquisti che potrebbero essere molto importanti per la Roma. Penso che la società stia facendo le cose nella maniera giusta, anche perché negli ultimi due anni non abbiamo ottenuto i risultati che volevamo e c’è bisogno di una svolta”.

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