Gascoigne ricompare dopo quattro giorni: “Combatterò e vincerò la mia battaglia, è stato un episodio”

L’ex stella della Lazio e della nazionale inglese aveva fatto perdere le tracce di sé quattro giorni fa, è stato in ospedale.

Aggiornamento – Amici e parenti di Paul Gascoigne tirano un sospiro di sollievo, l’ex campione inglese sta bene e sembra più che mai determinato a combattere la sua dipendenza dall’alcool. In questi giorni è stato in ospedale, il Sun ha pubblicato un suo virgolettato ottenuto attraverso la testimonianza di alcuni amici del ex di Lazio e Tottenham: “Sono sobrio da 4 giorni. Lotterò e vincerò. È stato solo un episodio, posso farcela”. Si conclude quindi nel migliore dei modi la storia che in questi giorni aveva tenuto gli inglesi con il fiato sospeso.

Paul Gascoigne introvabile da tre giorni, il Sun lancia una campagna di sensibilizzazione

Paul Gascoigne risulta introvabile da ormai tre giorni, i suoi amici e l’Inghilterra tutta sta vivendo con angoscia queste ore perché c’è il forte timore che questa volta non si potrà tirare un sospiro di sollievo. L’ex stella di Lazio e Tottenham sembrava essere quasi riuscito a sconfiggere il demone dell’alcol, poi negli ultimi giorni la situazione è precipitata nuovamente, è utile ricostruire dall’inizio la storia. Un anno fa l’ex moglie Sheryl e alcuni suoi amici e compagni di squadra, tra cui Gary Lineker, erano riusciti a farlo prendere in cura in una costosissima clinica americana, 6000 dollari alla settimana il prezzo, in Arizona. Alla fine della terapia sembrava aver recuperato un po’ di smalto e per un po’ è riuscito a stare lontano dalla bottiglia, anche se lui stesso aveva detto nel corso di un’intervista in tv di non essere sicuro di aver chiuso per sempre con l’alcolismo.

Arriviamo così ad una settimana fa, quando il Gazza ritorna sulle prime pagine per una bravata delle sue. In pratica viene arrestato per aver aggredito una guardia giurata e successivamente anche l’ex moglie Sheryl, intervenuta per calmarlo, nella stazione ferroviaria di Stevenage, nell’Hertfordshire. È intervenuta la polizia che lo ha preso in custodia e gli ha fatto passare una notte in carcere. L’episodio ha lasciato però tracce ben più profonde nella psiche già fragile dell’ex calciatore, anche i rapporti con la ex sono tornati ad essere tesi dopo un periodo di calma tale che in molti pensavano che i due fossero addirittura tornati insieme.

Così è tornato l’antico vizio, Gascoigne ha ricominciato a bere disperatamente. Arriviamo quindi a quattro giorni fa quando viene buttato fuori da un albergo londinese per ubriachezza molesta, lo trovano disteso per strada con due bottiglie di gin nelle tasche e una stampella, inutili i tentativi di riportarlo alla ragione, alla fine viene prelevato in ambulanza e trasportato in ospedale. Si sottopone alle cure dei medici per 24 ore, poi viene dimesso, lascia la struttura sanitaria e da quel momento fa perdere completamente le tracce di sé. Inutili sono stati i tentativi fatti da familiari e amici, Gazza sembra essersi dileguato nel nulla. Il suo agente ha spiegato al Daily Mirror: “Abbiamo provato a metterci in contatto con Paul in questi ultimi giorni. Stiamo cercando suoi ex amici e compagni come Gary Mabbutt e Jimmy Gardner, ma senza successo”.

Abbastanza deluso è anche l’ex campione di cricket Ronnie Irani, suo amico e uno dei più generosi finanziatori del soggiorno di Gazza in Arizona, il suo appello è quello che negli anni è stato fatto e rifatto: “Ha bisogno dell’aiuto di esperti, non lasciamolo solo”. Ma se nemmeno il rehab americano ha funzionato a questo punto è difficile capire in che modo si potrebbe aiutarlo e proprio Irani ne è suo malgrado più che consapevole. Intanto il tabloid The Sun ha utilizzato la sua prima pagina per lanciare un appello a gestori di locali, commercianti e tifosi: una foto che ritrae il campione in questi ultimi tempi è accompagnata dalla frase “Non date da bere a quest’uomo”. L’immagine è contornata da una linea tratteggiata quasi a invitare le persone a esporla nelle vetrine e nei luoghi pubblici. Ora però la preoccupazione principale è quella di riuscire a capire che fine abbia fatto, sperando che la ricerca non si concluda in modo tragico.