Mondiali Qatar e Russia: per la Fifa assegnazione regolare, non secondo chi ha condotto le indagini

I Mondiali del 2018 e del 2022 si faranno in Russia e Qatar, la Fifa non ha riscontrato nessuna irregolarità nell’assegnazione. Infuriato l’avvocato che ha condotto l’indagine.

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Michael Garcia: “Report incompleto e pieno di errori”

Il report diffuso oggi dal Comitato Etico della Fifa non spegne le polemiche sull’assegnazione dei Mondiali a Russia e Qatar. Ad incendiare il clima ci pensa Michael Garcia, l’avvocato che ha condotto l’indagine in questi anni ascoltanto 75 testimoni per analizzare nei dettagli le candidature di nove paese. L’avvocato ha appena rilasciato dichiarazioni velenosissime che aprono scenari inquietanti:

La decisione di oggi da parte della collegio giudicante del Comitato Etico contiene numerose rappresentazioni materialmente incomplete ed erronee dei fatti e delle conclusioni diffuse oggi con la pubblicazione del report.

Lo stesso avvocato ha detto che farà lui stesso ricorso contro queste decisioni, alla base ci sarebbero anche le tensioni sempre più forti tra i due collegi del Comitato Etico, quello investigativo di cui Garcia fa parte e quello giudicante.

Aggiornamento delle 14:05

I Mondiali del 2018 e del 2022 si giocheranno regolarmente in Russia e in Qatar, i paesi che nel 2010 si erano aggiudicati l’organizzazione della rassegna. Lo ha reso la noto la Fifa per bocca di Hans-Joachim Eckert, presidente del Comitato Etico che ha guidato l’indagine volta ad appurare la regolarità del processo di assegnazione. Inchiesta che si era resa necessaria dopo le voci di corruzioni, riguardanti soprattutto il paese mediorientale, svelate al mondo da uno scoop del giornale inglese Sunday Times, la vicenda era balzata agli onori della cronaca con il nome di Qatargate.

L’indagine della Fifa è stata lunga e accurata, sono state esaminate meticolosamente tutte le candidature, anche quelle dei paesi che non hanno poi visto assegnarsi l’organizzazione. Qualcosa è effettivamente emerso, ma nulla che potesse portare ad un cambio di sede per le edizioni del 2018 e del 2022, Russia e Qatar possono quindi continuare a lavorare affinché tutto sia pronto. Ma lo scandalo qualche traccia l’ha lasciata, la Fifa ha infatti reso noto che tra le riforme in programma c’è quella di affidare la scelta delle sedi mondiali al congresso, togliendo quindi l’incarico all’esecutivo, come è stato fino ad oggi.

Le accuse a Qatar e Russia

Ma l’indagine qualcosa ha portato alla lluce, in particolare riguardo alla controversa figura del qatariano Mohamed Bin Hammam, l’uomo avrebbe effettivamente pagato delle tangenti a altri membri dell’esecutivo, in particolare a Jack Warner, padrone del calcio di Trinidad and Tobago, e ad alcuni rappresentanti africani. Tali somme però non servivano a spalleggiare la candidatura del Qatar per i Mondiali del 2022 quanto piuttosto per favorire la sua di candidatura per la corsa alla presidenza delle Fifa stessa. Strana anche la posizione della Russia, il paese non ha fornito sufficiente documentazione poiché i pc sui quali erano tutti i documenti e le email sarebbero stati rottamati, si è cercato di recuperare i dati degli account Gmail con una richiesta a Google, ma non sono arrivate risposte dall’America. Situazione come detto paradossale, di fatto non è comunque venuto fuori nulla di compromettente per i russi, soltanto qualche regalo e alcuni omaggi ai membri dell’esecutivo e alle loro famiglie, niente di illegale secondo il Codice Etico.

Anche Inghilterra e Australia, rispettivamente in corsa per il 2018 e il 2022, non hanno la coscienza pulitissima. Si parla di favori e vantaggi vari, in particolare Jack Warner, all’epoca occupava la carica di vice presidente della Fifa, avrebbe chiesto agli inglesi di trovare un lavoro in Gran Bretagna ad una persona da lui segnalata, la richiesta non solo è stata accolta ma è stata accompagnata dall’invito a supportare la candidatura dell’Inghilterra. Non è chiaro se alla fine questi aiuti siano davvero arrivati, anche se dalla corrispondenza delle email pare la che il desiderio fosse forte e pressante.

Il rapporto pubblicato dalla Fifa, messo a disposizione di tutti sul sito ufficiale, è di 42 pagine. Non è quello integrale che come spiegato da Hans-Joachim Eckert non sarà mai reso pubblico per problemi di natura legale. Chi fosse interessato ad approfondire la vicenda può scaricare il documento a questo indirizzo. Intanto i lavori per la costruzione degli stadi procedono nei due paesi organizzatori, nonostante le polemiche che siamo sicuri continueranno a essere numerose nei prossimi anni, soprattutto per quello che riguarda i Mondiali in Qatar del 2022.

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