Calciomercato: la Serie A sotto l’ombra della pandemia

Serie A più povera e usata come un supermercato di lusso dagli altri campionati.

Serie A più povera e usata come un supermercato di lusso dagli altri campionati.

Il campionato nostrano ha preso colpi pesanti sotto il sole di questo Agosto, tanti, troppi i Big che hanno lasciato il Bel paese abbagliati da altri campionanti. Basti pensare ai premi dei migliori giocatori dell’anno scorso: Donnarumma, miglior portiere ora veste le casacca del PSG sotto il vessillo qatariota. Cristian Romero, eletto miglior difensore del torneo, dopo una stagione ad altissimo livello a Bergamo ha preso la direzione per Londra, sponda Spurs. Romelu Lukaku, miglior giocatore della Serie A ha lasciato clamorosamente l’Inter per realizzare i suoi sogni da bambino (con raddoppio di spipendio).  Il migliore attaccante: Cristiano Ronaldo, lascia la Juventus con l’amarezza di non esser riuscito a portate a Torino la Champions League, ufficializzando il suo ritorno con il Manchester United. Tra i premiati, resta solo, per ora, il miglior centrocampista: Nicolò Barella.

CASA INTER

La complicata situazione societaria ha indelebilmente condizionato il futuro della squadra nerazzurra. In poco più di 30 giorni dal tricolore, la squadra meneghina ha visto sgretolarsi ogni certezza. La proprietà ha comunicato ad Antonio Conte il diktat di un ridimensionamento delle spese, -20% sugli ingaggi, un mercato di entrata a dir poco attento e fissato un prezzo ideale per ogni giocatore della rosa, anche chi fino a pochi mesi prima veniva considerato incedibile, il resto è storia: Conte ha lasciato la panchina nerazzurra e dopo di lui sono partiti Hakimi, per 68 milioni più 5 di bonus al PSG e Lukaku per 115 milioni, sponda Chelsea. Young, dopo un anno non del tutto convincente e una carriera arrivata al tramonto non ha rinnovato e ha deciso di tornare nella terra di sua Maestà, siglando un contratto con l’Aston VillaMarotta e Ausilio hanno dovuto orchestrare un calciomercato silenzioso sotto il peso dell’austerity imposta da Nanchino, convincendo Simone Inzaghi a sedersi su una panchina a diro poco bollente, con in aggiunta il peso dell’eredità contiana e di un campionato dominato e vinto con cinque giornate di anticipo. La sfortunata vicenda legata ad Eriksen, ha costretto la società nerazzurra a trovare un sostituto. I dirigenti nerazzurri hanno magistralmente organizzato un puro scippo ai danni del Milan, sfilando Calhanoglu ai rossoneri arenato sul rinnovo, proponendo un raddoppio del contratto mettendo sul piatto 5 milioni. Per rinforzare gli esterni dopo l’addio del numero due marocchino  si è optato per il rientro da Verona di Dimarco, ex primavera interista e utile anche in lista Champions e per l’arrivo della giovane promessa olandese Dumfries, costato 12 milioni di euro per portarlo dal PSV a Milano. Per sopperire alla mancanza del gigante belga in attacco, i nerazzurri hanno orchestrato un’altra operazione a zero aggiudicandosi il trentacinquenne Dzeko dalla Roma e reinvestendo una parte dell’operazione Lukaku per l’acquisto di Correa, per un totale di 31 milioni, bonus compresi.

Una situazione drammatica gestita in maniera egregia dalla dirigenza nerazzurra. Una squadra che sicuramente è stata indebolita, ma che ha avuto i giusti tamponi per evitare il peggio e rimanere competitivi, quanto meno in italia.

CASA JUVENTUS

Finite le sessioni di calciomercato da 300 milioni. L’interruzione dell’egemonia juventina in Italia si sente, e la Juventus dopo l’anno altalenante con Sarri e il fallimento di Pirlo ad inizio estate aveva issato le vele con il suo nuovo capitano, Max Allegri. La società bianconera aveva pensato di risolvere tutti i problemi venuti a galla negli ultimi due anni con un unico grande colpo: far sedere nuovamente Allegri sulla panchina, fino all’addio di Ronaldo il piano pareva anche funzionare. Ma la doccia fredda sull’ecosistema bianconero ha svelato tutti le rughe della vecchia signora. Cristiano Ronaldo pensava a se stesso, alle statistiche e ai record individuali, però segnava e tanto. 101 gol in 134 presenze hanno nascosto per troppo tempo i difetti della squadra bianconera che ora vacilla. Agnelli dopo l’iniezione di 400 milioni di euro, ha raccolto con un sospiro di sollievo persino la partenza di CR7, 62 milioni lordi che non pesano più sulle casse. Uscita la bandiera Buffon, svincolato e rientrato dopo 20 anni tra le fila del Parma, spedito Demiral in prestito all’Atalanta in cerca del sostituto dopo la cessione di Romero al Tottenham. Pesa troppo il mercato timido in entrata con il solo colpo di Locatelli a far sorridere i tifosi bianconeri e la scommessa su Kaio Jorge, astro nato tra le fila del Santos, chiamati alle armi anche Perin, De Sciglio e Rugani. La Juventus chiude per Kean, acquisto last minute per sopperire alla mancanza di Ronaldo, in un’operazione per un totale di 15 milioni, scanditi però in tre rate fino al 2023. Quello che è palese è il cambio di rotta della dirigenza bianconera, dopo la partenza di Marotta, si è persa la via della programmazione, della gestione dei costi e probabilmente è dovuto a questo motivo l’addio del dirigente, oggi nerazzurro. Ora la palla passa al Conte Max che ha l’obbligo di risollevare un ambiente in preda allo sconforto e non abituato a non ottenere risultati. La Juventus potrà tornare ad investire nel 2021 a pandemia, si spera, terminata.

CASA MILAN

Il Milan con un mercato sfavillante ha rinforzato notevolmente le proprie fila, prendendosi la corona per migliore squadra in Italia sul calciomercato. Dopo i primi brutti colpi di Donnarumma e Calhanoglu, entrambi svincoli a causa del tetto ingaggi imposto dalla società, i dirigenti si sono mossi per assestare dei colpi ben mirati per ogni reparto cercando profili giusti in caso di potenziamento dell’organico e pensando sempre in prospettiva. Tra i pali dal Lilla è arrivato Maignan, che è subito entrato nei cuori dei tifosi facendo dimenticare il passato. Intenso l’asse Milan-Chelsea: riscattato per 25 milioni Tomori, preso in attacco Giroud a poco più di un milione e confermato il prestito biennale con diritto di riscatto a 15 milioni per Bakayoko. Brahim Diaz riscattato dal Real Madrid e Florenzi dalla Roma per completare il reparto difensivo. Doppio acquisto dal Monaco: Pellegrini, prestito con obbligo di riscatto e Ballo-Tourè per fare il vice Hernandez, costo di poco meno inferiore ai 5 milioni. Il colpo last-minute in casa rossonera è targato Messias. Prestito con diritto di riscatto fissato tra i 5 e i 6 milioni, un jolly perfetto che può far comodo alla causa di Pioli.

CASA ROMA

La Roma grazie all’iniziazione di fiducia legata all’arrivo in panchina di Mourinho vive un momento idilliaco. Il vate di Setubal ha risollevato l’ambiente con la sua filosofia e con una prospettiva al futuro, facendo diventare la squadra la possibile mina impazzita del campionato. JM, si sa non sposa e non veste nessun colore, ma vive ogni panchina da attore in prima linea.  Mourinho ha voluto con se almeno un fedele, ed ecco servito Rui Patricio a difendere i pali giallorossi. La situazione, poi, aveva perso equilibrio in fase offensiva, dopo la cessione di Dzeko. Il colpo è stato attutito e gestito in maniera egregia, visione futura e un giocatore pronto a giocare ad alti livelli in Serie A: Abraham, che ha già fatto dimenticare la partenza del bosniaco. Squadra liberata dagli ingaggi di Juan Jesus, Bruno Peres, Mirante e Pastore, tutti svincolati, permettendo così di far rifiatare il monte ingaggi. L’undici titolare potrebbe essere da scudetto considerato l’entusiasmo ritrovato e la crescita di elementi forse demoralizzati dalla gestione Fonseca une sono la riprova. La squadra però è corta e il campionato lungo.

La Serie A è servita, il campionato è già iniziato. Si sa è una competizione sul lungo e ogni punto non è mai scontato. L’Italia calcistica resta scottata dalla pandemia, ma la passione e il campanilismo nostrano dimenticherà presto i componenti persi per strada per godersi un altro anno di passione.