Gazidis: «Ho assunto Maldini tre volte. Il mio futuro? Conta il Milan». Le parole dell’ad rossonero

Ivan Gazidis, ad del Milan, ha rilasciato una lunga intervista a La Repubblica Affari & Finanza.

SOSTENIBILITA’ – «Le società di calcio non sono aziende che devono produrre utili, ma istituzioni sociali e culturali. Ragion per cui dobbiamo mettere i valori al centro del nostro modo di fare impresa. E attenzione agli aspetti economico-finanziari: il calcio dei ricchi proprietari che ogni anno hanno riversato soldi nel club, spendono milioni nella campagna acquisti e accumulano debiti non esiste più- La necessità di mezzi finanziari è enormemente cresciuta e quel modello ha causato insolvenze, retrocessioni, drammatiche perdite di competitività dei campionati. La questione, per noi e per tutti, è ricostruire la competitività sportiva ripartendo da questi valori».

MILAN – «Abbiamo ereditato una società con performance sportive deludenti e gravi difficoltà finanziarie. Abbiamo fatto scelte radicali, abbiamo ricostruito la società dalle fondamenta e l’abbiamo riportata a essere competitiva, in Italia e presto anche in Europa. Più importante ancora della strategia è il modo di fare le cose. In Italia ho trovato un approccio molto gerarchico e formale: il presidente-proprietario decide e detta, gli altri eseguono. Io ho portato un diverso stile di leadership: una squadra eterogenea, persone con background differenti, in grado di confrontare idee e prendere decisioni comuni».

STRATEGIA – «Primo: le performance sportive. La sfida era ridurre il monte stipendi e insieme migliorare le prestazioni. Abbiamo scelto di ingaggiare giocatori giovani e farli crescere all’interno del club. Non spese, ma investimenti per il futuro. Abbiamo deciso di puntare su uno “style of football” più fisico, aggressivo, veloce, propenso all’uno contro uno. Per questo avevamo bisogno di uno staff tecnico innovativo e molto focalizzato sugli obiettivi, coraggioso e capace di reggere alle pressioni: non c’è altro business i cui risultati vengano testati e discussi due volte a settimana».

PROTAGONISTI – «Per individuare calciatori giovani e con grandi potenziali di crescita avevamo bisogno di una struttura di scouting e analytics “top class”: Geoffry Moncada e i suoi fanno un lavoro fondamentale. Non credo servano parole per descrivere il valore culturale e manageriale che Paolo Maldini e Frederic Massara – in particolare la combinazione tra i due – hanno portato al Milan. E infine Stefano Pioli: grande capacità di comprensione del calcio moderno, grandi qualità umane, totale focalizzazione sul lavoro, senza un lamento né una polemica».

RAGNGICK, BOBAN E MALDINI – «A Pioli avevo detto: ci saranno mille voci e speculazioni, ma quel che accadrà a fine anno dipenderà solo dalle tue performance. Certamente era responsabilità del club valutare possibili alternative. Ma Pioli mi ha ascoltato, i risultati sono arrivati e la sua conferma è venuta naturale. Con Boban nessun problema personale, semplicemente vale il principio per cui il club viene prima di tutto e di tutti. Paolo Maldini l’ho assunto io non una, ma due o tre volte, compreso l’ultimo rinnovo sul quale ho espresso un parere favorevole alla nuova proprietà».

STADIO – «Sono ottimista sulla possibilità di arrivare all’approvazione del progetto finale di uno stadio moderno, capace di accogliere famiglie, donne, bambini e di generare nuovi ricavi. Dobbiamo investire per avere un nuovo stadio, i soldi sono lì, è un architrave del nostro progetto. Sul dove e quando non possiamo fare previsioni certe. Stadio tutto del Milan? Lo so, è il sogno di molti tifosi, ma bisogna fare i conti con la realtà di un investimento proibitivo per l’equilibrio finanziario di un solo club. Come ho detto resto ottimista su San Siro ma ovviamente dobbiamo avere anche un piano B».

PASSAGGIO ELLIOTT-RED BIRD – «Io sono il Ceo del Milan, siamo oggetto di questa trattativa che compete solo agli azionisti. Venditore e compratore hanno detto che il closing è in programma entro settembre e non vedo elementi tali da modificare tale tempistica».

CARDINALE – «Red Bird ha grandi capacità nel business dello sport e un’alta reputazione internazionale. Il messaggio che ci hanno trasmesso è la volontà di continuare nel cammino che la nostra gestione virtuosa ha avviato in questi anni».

FUTURO GAZIDIS – «Il tempo giusto per discuterne con la nuova proprietà sarà dopo il closing. Quel che conta non è la mia persona ma il futuro del club».

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ultimo aggiornamento: 29-08-2022


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