C’era una volta una squadra e una società che, per 10 anni, dominava in lungo e largo per l’Italia. Eppure nonostante il dominio bianconero sia recente, sembrano passati anni vedendo la Juve di oggi: una squadra irriconoscibile e smantellata, incapace di riassemblare i pezzi persi per strada. La fine, fisiologica, di un ciclo vincente sta portando i bianconeri in una fase di ricostruzione, anche generazionale, in cui stanno venendo a mancare dei punti di riferimento fondamentali per tornare (continuare) a vincere. Per quanto si voglia cercare di non vedere, o meglio, anche semplicemente nascondere determinati problemi, questi hanno la capacità di ripiombare come spettri e alimentare dubbi e incertezze. Inconsistente, col fiato corto e fin troppo spesso priva di idee ed iniziative. La Juve di questa prima parte di stagione non è ancora pronta per essere definita squadra e continua a dare dimostrazione di essere un cantiere a cielo aperto.

L’ennesimo passo falso della stagione sconforta e annienta le speranze bianconere di riacciuffare le prime posizioni. Un passo indietro significativo dopo una serie di prestazioni confortanti. Seppur non del tutto convincenti, le ultime gara stavano dando morale e fiducia all’ambiente che aveva, perlomeno, ritrovato una maggiore produttività offensiva nonostante, ancora, una scarsa capacità realizzativa. La Juve corre poco e male. Che sia un problema di testa, sembra ormai evidente a tutti. Ma al bando degli imputati va di diritto anche una preparazione atletica non impeccabile. A dicembre la squadra di Allegri è poco lucida e vive in un costante stato di forma che vede tutti gli elementi della rosa appesantiti e, fin troppo spesso, acciaccati. L’ennesima ricaduta muscolare di Dybala sommata alla lunga lista di indisponibili deve far riflettere.
I continui blackout di inizio ripresa dei bianconeri preoccupano, e tanto, l’allenatore livornese che in settimana aveva più volte ripreso i suoi rimarcando l’importanza della trasferta in laguna. Le gambe continuano a non girare. La Vecchia Signora mostra una fragilità allarmante unita ad una carenza di personalità nel fare la giocata dei singoli. A Venezia, con un Cuadrado in giornata no, l’unico in grado di dare qualche spunto ed imprevedibilità alla manovra è stato Luca Pellegrini: perfetto in fase offensiva, ancora un po’ acerbo nella propria metà campo. Oltre al terzino bianconero, gli unici a rendersi pericolosi, e meritare la sufficienza, sono stati Morata e Bernardeschi. Decisamente fin troppo poco per una squadra che punta a vincere.

Il mancato filotto di vittorie consecutive che poteva rilanciare Madama in ottica campionato potrà rivelarsi determinante nel lungo periodo. Nel girone di ritorno, la Juve sarà chiamata a dare una svolta se vorrà rientrare quantomeno nelle prime quattro innalzando notevolmente il proprio rendimento e viaggiando ad una media punti da Scudetto. Un’impresa che, ad oggi, appare piuttosto complicata e non alla portata di questa squadra.

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ultimo aggiornamento: 12-12-2021


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