Lazio: Lotito e i medici deferiti per il caso tamponi, cosa rischiano

La Lazio deferita dalla Procura Figc al Tribunale Nazionale Federale: dovrà difendersi dall’accusa di aver violato il protocollo

Il Procuratore della Figc, Giuseppe Chinè, ha deferito al Tribunale federale nazionale la Lazio, il suo presidente Claudio Lotito e i medici Ivo Pulcini e Fabio Rodia. È questo l’esito del fascicolo aperto dalla Procura Federale in seguito al “caso tamponi”: a Lotito (già sentito dal pool di magistrati federali) e ai medici della Lazio viene contestata la violazione dell’articolo 4.1 del codice di giustizia sportiva, dell’art. 44.1 del Noif, dei protocolli sanitari Figc e da quanto previsto dal comunitato Figc del 1/o settembre 2020 in caso di “mancata osservanza dei protocolli sanitari”. Il club biancoceleste, in seguito a queste accuse, è stato deferito di conseguenza a titolo di responsabilità diretta, oggettiva e propria.

Lazio: il caso tamponi e il deferimento

Nello specifico, sono finite nel mirino della giustizia sportiva le positività emerse durante i test disposti dall’Uefa prima delle partite contro Club Brugge e Zenit San Pietroburgo, rispettivamente del 27 ottobre e del 3 novembre. La discrepanza tra gli esiti del laboratorio Synlab, di fiducia per la Uefa, e quelli del Futura Diagnostica di Avellino, struttura di fiducia per la Lazio, ha inevitabilmente fatto drizzare le antenne, poiché ci sono stati calciatori biancocelesti che hanno preso parte a gare di campionato in mezzo alle sfide di coppa, pur essendo per i tamponi certificati Uefa positivi.

Cosa rischia il club di Lotito?

Un bel pasticcio dal quale Lotito si è sempre difeso rimandando ogni responsabilità al laboratorio di Avellino, che ha direttamente comunicato alle Asl competenti i casi di contagio. La situazione al momento è molto intricata e La Lazio dovrà difendersi in un processo sportivo che non dovrebbe essere brevissimo e che potrebbe portare ad un range di conseguenze sulla carta ampio: si va dall’ammenda, all’ammenda con deferimento, ma nei casi più seri si rischiano anche punti di penalizzazione. Nel caso in cui, la violazione del protocollo abbia generato altre positività, ci sarebbe la retrocessione ad una categoria inferiore, ma non sembra essere questo il caso.

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