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Champions, il paradosso del Napoli: si qualifica con 10 punti ma potrebbe uscire con 12

Eulero ebbe meno difficoltà a risolvere il problema dei ponti di Konigsberg, il paradosso del 2013 si tinge di azzurro, ha il colore del Napoli e pare un enigma di difficile soluzione: ma come è possibile, si sono interrogati ieri i tifosi partenopei, che dopo tre vittorie in quattro partite la squadra di Benitez rischia di essere fuori dagli ottavi di finale di Champions League? Già questa domanda potrebbe impegnare per ore, ma è l’assurdità di una considerazione subito successiva che sembra capace di scervellare la più razionale delle menti: se il Napoli pareggia a Dortmund nella prossima gara è matematicamente qualificato, ma se perde e poi vince con l’Arsenal con molta probabilità verrà eliminato. Un guazzabuglio di ipotesi da mandare in depressione la gente napoletana, esaltatasi all’esordio contro i tedeschi, rassegnata per una sconfitta che ci poteva stare all’Emirates e poi di nuovo grondante di felicità per il doppio successo coi rivali marsigliesi. Eppure il Gruppo F di questa edizione della Coppa dalle grandi orecchie è diabolicamente il più complesso, ingarbugliato e matematicamente difficile da quando la massima competizione continentale ha questa formula.

In un certo qual senso è sempre stato così, o almeno di paradossi se ne sono visti già in passato: basta pensare al Newcastle che va avanti dopo tre sconfitte nelle prime tre partite, o anche al Werder Brema e ai Rangers che si qualificano con sette punti (nell’edizione 2005/06). Già, forse a far più male i tifosi azzurri sono proprio quei 7 punti, quelli che potrebbero bastare alla Juve per prolungare la sua permanenza nell’Europa che conta, così come al Milan occorre un’altra vittoria per arrivare a 8 punti e presumibilmente passare. Ma perché, dunque, il Napoli si è cacciato in questa situazione pur assolvendo ampiamente al suo dovere? Innanzitutto la colpa è dell’inserimento in quarta fascia nei sorteggi di fine agosto, evenienza messa in conto che ha però portato in dote avversarie tanto forti (Arsenal e Borussia Dortmund) quanto sostanzialmente equivalenti; il Marsiglia, pur essendo in seconda fascia, non ha battuto ciglio perdendo contro ognuna (la classica squadra materasso che mette in crisi le altre tre!) e voilà, la frittata è stata servita a Londra quando Hamsik e soci hanno perso non con uno ma con due gol di scarto.

La beffa si è consumata prevalentemente nella serata di ieri: il Napoli sperava che la partita al San Paolo di dicembre contro l’Arsenal sarebbe stata decisiva, in altri termini se i campani avessero vinto contro i Gunners non avrebbero messo in dubbio la loro qualificazione. Ma dopo la vittoria dei gialloneri di Westfalia in Inghilterra, era difficile da immaginare una vendetta a domicilio dei ragazzi di Wenger, capaci di battere la squadra di Klopp in Germania; dunque Arsenal e Napoli 9 punti, Borussia Dortmund 6. La prossima partita del Napoli è proprio a Dortmund, una sfida fondamentale perché in caso di pareggio per gli azzurri sarebbe matematico il passaggio del turno (e il calendario aiuta perché in campionato, alla vigilia del match, le avversarie delle due contendenti saranno rispettivamente Parma e Bayern Monaco, un vantaggio per il Napoli); perciò, 10 punti significherebbero ottavi di finale, ma cosa accadrà se dal Signal Iduna Park arriverà una sconfitta (magari con più di un gol di scarto)? Per il club di De Laurentiis, ammesso che l’Arsenal vinca in casa col Marsiglia, si farebbe durissima.

Perché a quel punto italiani e tedeschi si appaieranno a quota 9, e seppure nell’ultimo atto il Napoli batta l’Arsenal (e il Borussia il Marsiglia), allora si configurerebbe uno scenario da incubo con tutte e tre le squadre a 12 punti. A quel punto varrà la classifica avulsa, con le solite regole:

1) maggior numero di punti negli scontri diretti
2) miglior differenza reti negli scontri diretti
3) maggior numero di gol segnati negli scontri diretti
4) maggior numero di gol segnati fuori casa negli scontri diretti
5) in caso di più squadre a pari punti, se utilizzando i criteri dall’1 al 4 due squadre sono ancora pari, questi criteri vengono riutilizzati considerando i soli incontri fra queste due
6) miglior differenza reti generale del girone
7) maggior numero di gol segnati nel girone
8) miglior coefficiente Uefa.

Il Napoli a oggi è a -1 nella differenza reti negli scontri diretti, così come il Borussia, mentre l’Arsenal è a +2. Un ko, ammettiamo per 1-0, a Dortmund porterebbe gli azzurri a -2 e i tedeschi a 0. A quel punto il Napoli dovrà vincere con due reti di scarto (facciamo finta 2-0) contro l’Arsenal per far sì che tutte e tre le squadre si appaino a quota 0 in quanto a differenza reti: a quel punto vale il punto 3 del regolamento in merito, ma anche in questo caso sarebbero tutti a 4 gol. Punto 4? Il Napoli soccomberebbe perché a secco fuori casa (le altre due, invece, si sarebbero fatte un favore a vicenda vincendo fuori casa e non tra le mura amiche!). La morale di quanto detto? Il Napoli a Dortmund dovrà giocare per vincere, mal che vada (per modo di dire, altro che male!) pareggia e si qualifica, ancora peggio perderà ma sarà fondamentale segnare gol. In caso di ko, al San Paolo con l’Arsenal partita della vita: bisognerà vincere con due gol di scarto (se in Germania perde con uno), ma anche il 2-0 potrebbe non bastare. Un groviglio.



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