Serie A, Inter-Juventus 2-0: l’estasi dell’ex

Vidal e Barella regalano il trionfo ai nerazzurri che agganciano, temporaneamente, il Milan in vetta alla classifica. La Juve crolla a -7 dalle milanesi.

L’Inter si aggiudica il 175° derby d’Italia e l’aggancio in vetta al Milan, impegnato lunedì a Cagliari, grazie al classico gol dell’ex di Vidal, e al gol, a inizio ripresa, di Barella. Conte batte per la prima volta in carriera la sua Juve che scivola a -7 dal 1° posto, con una partita da recuperare.

LA PARTITA

Conte dà fiducia ancora all’ex Vidal dal primo minuto, in una linea mediana completata da Brozovic e Barella, mentre Pirlo recupera Chiesa e McKennie, ma schiera dall’inizio solo il primo, con Ramsey sull’altro lato e in mezzo Bentancur e Rabiot. La Juventus sembra voler fare la partita all’inizio e costruisce la prima chance con il mancino sul primo palo di Rabiot, respinto da Handanovic.
Al 12′ l’Inter trova il gol del vantaggio. Su un cross pennellato di Barella, Vidal si inserisce e stacca di testa, insaccando l’1-0, per il classico gol dell’ex. Lo stesso cileno ha subito la possibilità di fare il bis, ma questa volta fallisce l’impatto di prima col pallone e manda alto. La Juve fa girare il pallone, ma l’Inter riparte in contropiede, ma la conclusione di Lautaro, in occasione di una bella ripartenza dei nerazzurri, ha la stessa sorte del tiro precedente di Vidal. Qualche minuto più tardi Szczesny  respinge male su un tiro a giro di Lukaku ma sulla ribattuta Lautaro non inquadra lo specchio e manca il raddoppio. Nel finale di tempo CR7 prova a scuotere i suoi con un destro da fuori che non fa male ad Handanovic, Dopo due minuti di recupero Doveri manda le squadre negli spogliatoi sul 1-0 per i padroni di casa.

La ripresa inizia nel peggiore dei modi per i bianconeri. Una geniale imbucata dalla propria metà campo di Bastoni spiana la strada a Barella che si ritrova solo davanti a Szczesny e insacca il pallone in rete per il meritato raddoppio nerazzurro.
La Juve è alle strette e fa fatica in mezzo al campo non trovando mai i tempi giusti. Pirlo ricorre alla panchina con un triplo cambio: dentro McKennie, Kulusevski e Bernardeschi al posto di Rabiot, Ramsey e Frabotta. Ma è ancora l’Inter a rendersi pericolosa e al ’70 va vicina al terzo gol con una ripartenza palla al piede di Lautaro, ma la conclusione dell’argentino termina di poco lontano dal palo alla sinistra di Szczesny.
All’86’ arriva il primo squillo della Juventus: bella combinazione in area di rigore McKennie-Chiesa che libera alla conclusione l’ex viola ma un eccezionale parata di Handanovic nega il gol che avrebbe riaperto la gara. Ma nel finale la squadra di Conte gestisce alla grande i timidi tentativi offensivi bianconeri che non si rendono più pericolosi.
Dopo 1582 giorni, l’Inter torna a vincere contro i bianconeri in Serie A e, in attesa di Cagliari-Milan, agganciano i rossoneri in testa alla classifica.

INTER: L’ESTASI DELL’EX

Un’Inter perfetta, dall’inizio alla fine. Novantasette minuti di dominio e il derby d’Italia che si tinge di nerazzurro. Il duo Conte-Vidal annientano la loro Juventus attraverso una prova di netta superiorità. L’Inter è padrona del campo: i nerazzurri vincono ogni duello e arrivano sempre prima sulle seconde palle. A livello atletico la squadra di Conte è coordinata e corre il doppio dei bianconeri. In mezzo al campo Brozovic regna indisturbato e detta, serenamente senza alcun disturbo, i propri tempi di gioco. Vidal e Barella fanno il resto. L’ex juventino, dopo il gol in Coppa Italia contro la Fiorentina, apre il derby d’Italia con la specialità della casa: gol di testa su inserimento. Tanta corsa e qualità a disposizione della squadra anche da parte dell’ex Cagliari che in coppia con Hakimi fa girare la testa a Frabotta e Ramsey. Il 23 nerazzurro a inizio ripresa, con una generosa corsa delle sue, trova il gol del raddoppio che manda in estasi i nerazzurri.
Nel capolavoro tattico di Conte, la difesa nerazzurra annichilisce la coppia Morata-Ronaldo, mentre Lukaku e Lautaro, dopo tanto lavoro sporco, sprecano un po’ troppo. L’Inter vince e convince: uno step importante anche dal punto di vista della mentalità. I nerazzurri tornano a fare paura.

C’ERA UNA VOLTA LA JUVENTUS

Nessun dramma per carità, non è ancora finito il girone di ritorno, ma di certo la Juventus vista questa sera a San Siro è decisamente lontana anni luce da quella che ha dominato gli ultimi 9 anni in Italia. La squadra di Pirlo è apparsa, come in altre occasioni quest’anno, priva di identità, incapace di rendersi pericolosa nella metà campo avversaria (o quantomeno concludere verso lo specchio della porta) e fin troppo fragile in fase difensiva.
La superiorità tecnica, fisica e tattica dei nerazzurri è stata per larghi tratti della partita quasi imbarazzante. I bianconeri si sono resi pericolosi dalle parti di Handanovic solo con un tentativo, all’86’ di Chiesa, liberato al tiro grazie ad un’azione personale di McKennie che, forse, avrebbe meritato una chance dal 1′.
Nella notte da incubo di San Siro, la Juventus perde lo scettro di miglior difesa del campionato e, vista la partita, non c’è nulla di cui sorprendersi. I bianconeri fanno fatica a tenere le giuste distanze e accorciano arrivando quasi sempre in ritardo. È solo una sconfitta, e perdere a San Siro contro l’Inter, in fin dei conti, nell’arco del campionato ci può anche stare, ma il modo in cui è arrivato il pesante k.o. deve far riflettere Andrea Pirlo, a tre giorni dalla finale di Supercoppa contro il Napoli. La Juventus è chiamata a voltar pagina e a reagire subito.

INTER – JUVENTUS 2-0: IL TABELLINO

Marcatori: 12′ Vidal (I), 52′ Barella (I).

INTER (4-2-3-1): 1 Handanovic; 37 Skriniar, 6 De Vrij, 95 Bastoni; 2 Hakimi, 23 Barella, 77 Brozovic, 22 Vidal(76′ Gagliardini), 15 Young(73′ Darmian); 9 Lukaku, 10 Lautaro(86′ Sanchez).
A disposizione: 27 Padelli, 97 Radu, 5 Gagliardini, 7 Sanchez, 11 Kolarov, 12 Sensi, 13 Ranocchia, 14 Perisic, 24 Eriksen, 36 Darmian, 99 Pinamonti.
Allenatore: Antonio Conte.

JUVENTUS (4-4-2): 1 Szczesny; 13 Danilo, 19 Bonucci, 3 Chiellini, 38 Frabotta(58′ Bernardeschi); 22 Chiesa, 30 Bentancur, 25 Rabiot(58′ Kulusevski), 8 Ramsey(58′ McKennie); 9 Morata, 7 Ronaldo.
A disposizione: 77 Buffon, 31 Pinsoglio, 28 Demiral, 5 Arthur, 14 McKennie, 36 Di Pardo, 39 Portanova, 41 Fagioli, 44 Kulusevski, 33 Bernardeschi, 34 Da Graca.
Allenatore: Andrea Pirlo.

Ammoniti: 36′ Bonucci (J), 59′ Young (I), 62′ Morata (J), 67′ Barella (I).

Arbitro: D. Doveri

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