Di Canio allenatore del Sunderland. Miliband lascia il club: “E’ un fascista, mi dimetto”

Lo ha annunciato in club inglese attualmente al 16/mo posto in Premier League dopo l’esonero di Martin O’Neill.

di antonio

Paolo Di Canio è il nuovo allenatore del Sunderland. La dirigenza dei Black Cats, attualmente in zona retrocessione al sedicesimo posto in Premier League (e a secco di vittorie da otto partite), ha esonerato il tecnico nordirlandese Martin O’Neill. L’italiano aveva da poco lasciato la guida dello Swindon Town, club della quarta divisione inglese, a causa dei dissapori con la società che non lo sta va sostenendo, almeno a suo dire, per trattenere i calciatori “chiave” per il progetto tecnico dell’italiano che erano in prestito da società di Championship e di Premier League.

Di Canio, 44 anni, prende il posto di Martin O’Neill, esonerato sabato dopo la sconfitta interna contro il Manchester United. Per lui il contratto durerà due anni e mezzo. “Paolo è incredibilmente entusiasta e motivato“, ha detto il presidente Ellis Short. L’ex calciatore di Lazio e West Ham sarà l’ottavo allenatore italiano nella storia del massimo campionato inglese. Prima di lui hanno allenato Vialli, Lombardo, Zola, Ranieri, Ancelotti, Mancini e Di Matteo. Il suo debutto sarà domenica 7 aprile contro il Chelsea. “Grazie per tutti i messaggi – ha scritto Di Canio su Twitter – . Possiamo finire all’11° posto e John O’Shea sarà il mio capitano“.

Ma la scelta del club del nord dell’Inghilterra non è stata condivisa da David Miliband, deputato laburista ed ex ministro degli Esteri (nonché fratello del leader del partito, Ed) che ha annunciato le sue dimissioni da direttore non esecutivo del Sunderland per via delle simpatie politiche del tecnico italiano, da sempre dichiaratamente fascista. Miliband tra poco lascerà del resto anche la politica britannica e il Paese per trasferirsi a New York. In un comunicato sul suo sito, Miliband stasera ha annunciato:

“Auguro al Sunderland AFC un futuro di successi. E’ una grande istituzione che ha fatto tanto per il Nord Est e faccio tanti auguri alla squadra per le prossime sette, vitali, partite. Tuttavia, alla luce delle dichiarazioni politiche fatte in passato dal nuovo manager, penso che sia giusto lasciare”.

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