Calciomercato | Per Cerci aria di ritorno, ma più Roma che Fiorentina!

Alessio Cerci era un giocatore ritenuto da molti finito. Ha sbagliato sul punto più bello della carriera, in tante cose. Ci si riferisce agli ultimi due anni a Firenze, piazza che poteva offrirgli la consacrazione e che invece è stata l’inizio dei problemi insieme a tutta una serie di infortuni. Non parliamo di un fenomeno,

Alessio Cerci era un giocatore ritenuto da molti finito. Ha sbagliato sul punto più bello della carriera, in tante cose. Ci si riferisce agli ultimi due anni a Firenze, piazza che poteva offrirgli la consacrazione e che invece è stata l’inizio dei problemi insieme a tutta una serie di infortuni. Non parliamo di un fenomeno, ma di un calciatore di qualità che fa un ruolo oggi atipico (quello di ala con interpretazione tradizionale) e che proviene dalla gavetta nonostante ciò che di buono si dicesse da lui nel settore giovanile.

A riaffermarlo ci ha pensato il Torino, o meglio Ventura, suo mentore già negli anni sfavillanti di Pisa: tante buon prestazioni in serie, parecchi gol importanti per i granata, meno altalena di prestazioni anche durante la stessa partita. Il tecnico pare aver vinto la sua sfida e a pagarne dazio potrebbe essere proprio Cairo, detentore della metà del cartellino insieme ai viola, che a questo punto cercherà di monetizzare ma che difficilmente lo tratterrà sotto la Mole: poco credibili, e anacronistiche, le voci che lo rivorrebbero a Firenze anche se Montella deve affrontare il nodo Cuadrado che non è dissimile vista la comproprietà con l’Udinese e le contemporanee richieste di alcuni top-club per il colombiano.

Piuttosto, questo dicono i rumors, a farsi sotto è la Roma, la prima scuola di vita di Cerci, che cerca proprio quel genere di calciatore e non avrebbe alcun rischio sull’adattamento (che poi è il primo rischio di quando si vanno a infarcire le rose di stranieri, tanto più sudamericani).

I giallorossi avrebbero approfittato del sondaggio di Pradé per Osvaldo (un altro cavallo di ritorno?!?) per chiedere appunto la metà toscana di Cerci e conguaglio di 10 milioni. L’impressione è che le due società ne stiano davvero parlando e che il Torino, di conseguenza, dovrà accettare le decisioni altrui, quella del calciatore compresa il quale mai direbbe di no a una seconda occasione nella Capitale a due passi dalla “sua” Velletri.

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