Roma ancora contestata, Osvaldo risponde: “Vi prendo ad uno ad uno”

Osvaldo e Pjanic insultati nel ritiro della Roma. Garcia: “Chi critica club e giocatori non è della Roma, al massimo è della Lazio. “

di antonio

Non si placa la contestazione nei confronti della Roma da parte di un gruppo di tifosi giunti fino al ritiro di Riscone di Brunico. Solo pochi giorni dopo gli insulti e gli striscioni di Trigoria il gruppo di Rudi Garcia è stato preso di mira pesantemente in Alto Adige. Il più bersagliato è stato Osvaldo che a Trigoria non era presente. Circa 200 tifosi hanno assistito all’allenamento. “Falso, vattene piagnone”, la frase indirizzata ad Osvaldo, che poi avrebbe risposto, secondo la Gazzetta dello Sport, con un “Vi prendo uno per uno quando vi pare…”

Balzaretti è stato invece invitato a fare le valigie per Parigi. Pjanic è un altro elemento che non riscuote alcun consenso tra i tifosi. “Vattene dall’amico tuo Lulic. Sei contento che ha segnato Lulic? Zingaro, tornatene in Serbia” è l’epiteto razzista più gettonato (ma Pjanic è bosniaco), mentre la squadra è stata accusata con uno striscione di non avere fatto una piega dopo la sconfitta in finale di Coppa Italia contro la Lazio (“In vacanza di corsa senza chiedere scusa, per voi il rispetto è una cosa sconosciuta… Indegni“).

Il tecnico Rudi Garcia dà invece del tifoso laziale a chi contesta: “Se mi aspettavo un’accoglienza del genere? Quelli che criticano il club e i giocatori non possono essere tifosi della Roma. Quando ami la tua squadra cerchi di incoraggiarla, al massimo sono tifosi della Lazio‘. Nel corso della prima conferenza stampa, il tecnico giallorosso ha poi aggiunto:

“Abbiamo molti milioni di tifosi nel mondo che ci lasciano lavorare tranquilli. I giocatori hanno bisogno di fiducia, di lavorare seriamente, di avere qui i nostri veri tifosi”. “Capisco che non siano contenti per i risultati, soprattutto per l’anno scorso, ma questo non deve impedire di avere rispetto per il club. Che ci lascino lavorare con fiducia e che ci diano serenità, giudicandoci per il lavoro che svolgeremo”.