La Roma ci riprova per Nani. Ecco come e perché

Erik Lamela resta un giallo, uno di quei casi che potrebbe mettere di traverso la tifoseria della Roma, ben più di Marquinhos ed eventualmente Pjanic, e la dirigenza della Roma ne è consapevole. Il concetto però è quello, nuovo per gli americani che forse puntano ad appianare progressivamente i debiti e magari un giorno sognare davvero uno stadio nuovo autofinanziato sullo stile dei Pozzo che se lo permetteranno grazie al lavoro sulle cessioni fatto nell'ultimo decennio (e anche più), di non rinunciare a offerte appunto irrinunciabili. Per De Rossi, ad esempio, il fatto non si è verificato (massimo 12 milioni messi sul piatto da Mourinho appena insediato al Chelsea).

I reinvestimenti sulla squadra però ci sono e ci saranno, funzionali all'attuale tecnico Garcia, uno di bocca buona che non sta a fare tante storie. Risolta la grana Osvaldo, il prossimo a uscire sarà Borriello, ma in entrata non c'è solo l'uruguaiano Hernandez del Palermo. Si lavora da tempo su Eriksen che andrà in scadenza tra un anno con l'Ajax, ma nell'immediato torna di moda il nome del portoghese Nani, a condizioni forse di saldo se non altro sul costo del cartellino: a Manchester è davvero di troppo sotto tutti i punti di vista e l'ostacolo resta la richiesta di 5.5 milioni a stagione che però tende a scendere con l'avvicinarsi del 2 settembre.

Sabatini ci lavora sottotraccia e potrebbe accontentare Garcia (che chiede un calciatore offensivo di ampiezza) con 10 milioni allo United e un triennale da 4 milioni più lauti bonus. Attenzione soltanto alle due big francesi che però hanno trattato, mollato e poi ancora trattato finora senza convinzione l'ala lusitana.

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