Il Chelsea fa il domino del mercato di gennaio: primo nome Otamendi, secondo Falcao

Ci sono catene che possono muovere un'intera sessione di mercato (in questo caso quella di gennaio), ma in genere queste catene devono avere un anello iniziale. Sarà il Chelsea di Mourinho verosimilmente ad aprire le danze, forse guardando anche in Italia, rendendo imprevedibile ciò che accadrà. Già, perché i blues andranno sempre più dietro al tecnico lusitano, ora in grado di produrre tutto il suo potere sulla squadra, dopo un ingresso in punta di piedi volto anche a ritornare a riottenere un giusto rapporto di fiducia con Abramovich.

Ci saranno uscite (Mata, De Bruyne e forse anche Schurrle) che forse coinvolgeranno anche il dissidente David Luiz, già in aperta discussione con l'allenatore che pure lo negò al Barcellona nell'agosto scorso. Cioè significa denaro (sterline) a disposizione che si aggiungeranno al budget già ottimo sul quale poter contare.

Prima mossa? Otamendi, difensore argentino del Porto, profilo finalmente affermato dopo le prime grandi sensazioni destate nelle prime uscite con la sua nazionale nel 2009 e naufragato sotto la gestione Maradona. In Portogallo è gradualmente tornato se stesso, un centrale di grande fisicità, rapidità e pressione, e non a caso lo Special One rivede in lui il giovane Walter Samuel. Dieci milioni sul piatto, con la consapevolezza di poter alzare ancora la posta: Mou è uno che non guarda in faccia nessuno, al punto di non stare tanto a sofisticare nell'attendere l'ottimo Ivanovic, che comunque non è sul mercato.

Cerca sostanza, il Chelsea, per la Premier e per la Champions. Nessun ritorno di Lukaku fino almeno a giugno, ma lì in attacco (oltre che il solito vecchio desiderio di De Rossi in mediana) i sogni si alimentano con il possibile sacrificio di Torres anche lui in orbita Barcellona e un nuovo tentativo, concreto, per Falcao. E i nomi non si esauriscono qui: ci saranno aggiornamenti, ma il concetto resta chiaro; attenzione al Chelsea, che al contrario di ciò che si pensava in estate è pronto a toccare tutto tranne che i cosiddetti "senatori".

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail