Fiorentina, Gomez scrive ai tifosi: "Inizio ad innervosirmi" - Viola vicini ad Anderson dello United


Serve un attaccante, ma forse il primo innesto di gennaio sarà un centrocampista: la Fiorentina sta vivendo un avvio 2014 davvero cupo, cominciato con l'infortunio di Giuseppe Rossi contro il Livorno alla prima nel nuovo anno solare, continuato con le cattive notizie sul possibile rientro in campo di Pepito e consolidatosi - per così dire - con l'ancora misterioso ritorno di Mario Gomez. Non bastasse ancora ieri i toscani non sono andati oltre lo 0-0 contro il Torino, un pareggio a reti bianche ottenuto senza il becco di un attaccante in campo; Montella ha cercato di osare, la squadra ha risposto sfiorando anche il gol, ma se le uniche punte di ruolo hanno racimolato sette minuti complessivi in campo (Milos, entrato all'85esimo, mentre il croato Rebic non è stato schierato) allora appare evidente che i problemi sotto porta risultano campanello d'allarme palese per Pradé e Macia che a stretto giro di posta dovranno consegnare un centravanti a mister Montella (Alessandro Matri?).

Intanto però a Firenze sta per arrivare un mediano di esperienza internazionale che risponde al nome di Anderson, 25enne brasiliano in forza da alcune stagioni al Manchester United e di fatto messo alla porta dal nuovo allenatore David Moyes; la viola lavora per un prestito con diritto di riscatto (meglio se non obbligatorio), l'operazione dovrebbe andare in porta fin da subito sulla base di otto milioni di euro cash. Come detto giocatore esperto, come lo era (e lo è) il già citato Mario Gomez, autentico colpo di mercato lo scorso luglio, che ha giocato appena tre partite con la maglia viola prima di finire in infermeria in seguito a un infortunio contro il Cagliari; era metà settembre, si era parlato di due mesi, poi sono diventati quattro e dell'ex Bayern Monaco neanche l'ombra. Lo sconcerto dei tifosi gigliati, ora orfani pure di Pepito Rossi, è stato percepito dal panzer di origini iberiche che ha scritto una lettera aperta al popolo fiorentino:

"Cari tifosi, penso che sia il momento di aggiornarvi sulla mia condizione. Come potete immaginare non è una situazione facile né per me, né per il club. Ora che si è fatto male pure Pepito, è quasi tragica. Faccio il tifo per lui e spero che si riprenda il più velocemente possibile. È uno degli attaccanti più forti al mondo e abbiamo bisogno di lui! Nello stesso modo, ho bisogno anch'io di calcio e di partite con la squadra. Non mi ricordo una fase della mia carriera così difficile come quella attuale. Due mesi sono diventati quattro ormai e questo mi rende nervoso. Stiamo facendo il massimo per poter risolvere il problema al mio tendine. Purtroppo la guarigione per un infortunio del genere è molto lenta. Ci vogliono tanta pazienza e fisioterapia ed è da settimane che questa è la mia realtà quotidiana. Lo è pure per i miei allenatori, fisioterapisti e medici. Non è facile lavorare con un giocatore impaziente che vuole solo tornare in campo e ripagare tutto ciò che i tifosi, lo staff e la gente qui a Firenze dimostrano nei miei confronti tutti i giorni".

Nonostante sul rettangolo verde si sia visto col contagocce, Gomez continua la sua lettera parlando di quanto affetto e fiducia ha ricevuto fino ad ora:

"C'è tanto affetto, entusiasmo e amore. Il club mi ha impressionato sin dal primo giorno. Ma oggi, dopo tutte queste settimane difficili a causa dell'infortunio, posso dire che amo il mio club, i tifosi e questa città! È straordinario l'entusiasmo che c'è per la Fiorentina. Continuerò a fare il massimo per poter tornare in campo il più presto possibile. Sono fiducioso che presto ritroverò la mia forma, e sarò in grado di dare il mio contributo con i gol, in questo modo potremo raggiungere i nostri obiettivi! Forza Viola!".

Un modo per regalare un mezzo sorriso ai tifosi, intanto però i problemi offensivi rimangono all'indomani del giro di boa: la Fiorentina ha chiuso il girone d'andata con 37 punti, due in più di 12 mesi fa (e con l'Europa League di mezzo, per altro brillantemente superato il girone), un elemento in più per rimanere sospesi tra l'avvenire e la nostalgia con ottimismo cupo.

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