Parma, Ghirardi: “Paletta e Parolo restano, Biabiany no. Cassano? Infastidito dalle voci sul ritorno alla Sampdoria”

Il patron dei ducali ha ammesso di sognare di tornare in Europa come ai tempi di Nevio Scala

Tommaso Ghirardi è stato intervistato stamane da Radio anch’io lo sport, su RadioRai. In questa sede il presidente del Parma è tornato a commentare il caso Cassano esploso qualche settimana fa, ma non solo. Partiamo dalla più stretta attualità, cioè dal mercato. Il patron dei ducali ha detto che “non penso di perdere né Paletta, né Parolo” anche se nessuno è incedibile. Dopo aver ricordato che il difensore cercato oggi dal Milan qualche anno fa “pur di restare con noi, rifiutò l’allettante offerta di un club tedesco. Questo non posso dimenticarlo, dunque non sarò certo io a proporgli di andarsene”, ha invece ammesso che difficilmente Biabiany resterà:

È in scadenza di contratto e l’offerta arrivata per lui dalla Cina (dal Guangzhou di Marcello Lippi, Ndr) è da capogiro (intorno ai 7 milioni di euro, Ndr). Deciderà in queste ore ma se l’offerta verrà confermata credo che lo perderemo.

A proposito dell’ottima stagione fin qui vissuta, Ghirardi ha comunque ribadito che l’obiettivo è conquistare quota 40 punti, cioè la salvezza. Poi c’è il sogno, quello di tornare in Europa “per rivivere il momento d’oro di Scala”. Quindi il caso Cassano, che a inizio gennaio sembrava ad un passo dal passaggio alla Sampdoria, poi negato ufficialmente con una conferenza stampa che però non chiuse la vicenda, caratterizzata poi dall’esclusione per due settimane di seguito di FantAntonio dagli 11 titolari:

L’ho subìto e mi ha dato parecchio fastidio. Noi abbiamo dato tanto a lui e lui tanto a noi, qualcuno se ne è approfittato mettendogli nelle orecchie la possibilità di ricongiungersi con la famiglia, che vive a Genova, illudendolo di potergli far cambiare un percorso di vita che gli sta dando grandi soddisfazioni. Ci sono state due settimane di sbandamento e mi è dispiaciuto che qualcuno abbia giocato coi suoi sentimenti. Non l’ho mai messo sul mercato e in tempi non sospetti ho fatto delle telefonate dicendo che non era in vendita. Abbiamo con Antonio un contratto di altri due anni, tra noi c’è grande sincerità. Se vuol divertirsi ed essere importante a Parma porte aperte, se vuole fare altro basta solo che me lo comunichi.

Infine, le parole su Roberto Donadoni, artefice più di tutti forse, dell’exploit della squadra, oggi al settimo posto in classifica ad una sola lunghezza dall’Europa League.

Ha ancora un anno di contratto con noi, anche l’anno scorso, quando c’erano delle voci tra lui e Milan, ero tranquillo perché mi disse che sarebbe restato. Non ci sono al momento sentori, ma è chiaro che, come per i giocatori, è difficile competere con l’interesse di una big e con la voglia di misurarsi con i grandi club. Mi auguro resti, per noi potrebbe essere la consacrazione della rinascita.

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