Inzaghi: “Io allenatore del Milan? A fine stagione ci vedremo per decidere”

Il tecnico della Primavera rossonera sul suo possibile futuro in prima squadra

di antonio

La frattura tra Clarence Seedorf e la dirigenza del Milan è ormai insanabile. Si aspetta solo l’annuncio ufficiale che sancisce l’addio dell’ex calciatore. Un finale triste per un uomo che sul campo ha contribuito a rendere grande il Milan. Silvio Berlusconi sta cercando in tutti i modi di sbolognare il tecnico olandese chiamato in fretta e furia per risollevare le sorti del Milan, subito dopo la cacciata di Allegri. Seedorf ha firmato fino al 2016 per i rossoneri e a quanto pare il club vorrebbe trovare il modo di non pagare altri due anni di contratto. A Bergamo, come se non bastassero le critiche pubbliche di Berlusconi, Galliani gli ha dato del matto quando il figlio della sua attuale compagna gli ha chiesto perché Taarabt era in panchina.

Seedorf ha dalla sua parte i punti conquistati: il Milan, dal giorno del suo arrivo, sarebbe terzo in classifica. L’ex giocatore del Botafogo, nonostante un discreto rendimento, non è riuscito a “farsi volere bene” da una dirigenza che ha spesso esternato critiche nei confronti degli allenatori, anche i più vincenti. Potrebbe sostituirlo proprio un suo ex compagno dei tempi d’oro in campo. Pippo Inzaghi è, infatti, in pole position per la panchina rossonera davanti a Montella, Spalletti e Donadoni.

L’attuale tecnico della Primavera a Montecatini Terme è stato premiato come miglior allenatore delle giovanili e ha lasciato intendere che l’ipotesi di allenare prima squadra è molto percorribile:

“Per ora sono l’allenatore della Primavera. Ho un contratto di due anni col Milan e mi piacerebbe onorarlo. Poi per il futuro vedremo, a fine stagione mi siederò al tavolo con Galliani, Barbara Berlusconi e il presidente e decideremo il mio futuro. Il labiale di Galliani? Non dovete chiedere a me cosa è successo, sono un grande amico di Clarence e sono felice di quello che ha fatto. Lui ha fatto la scelta giusta, io mi godo il mio mondo fatto di meno tensioni. Fare l’allenatore è difficile e dispendioso ma è una cosa che mi sta dando grandi soddisfazioni. So che la proprietà mi vuole bene e vuole tirare fuori il massimo da me, questo mi lascia sereno. Qualsiasi decisione prenderemo sarà per il bene del Milan e di Inzaghi. Aspetteremo la fine del campionato e poi vedremo”.

Intervistato da Sky Sport 24 l’ex bomber sdrammatizza ancora l’episodio di Bergamo ed elogia Carlo Ancelotti:

“Io non me la prenderei. Anche io in panchina ne dico di tutti i colori, stiamo sereni. Ancelotti? È facile dire che ne ho avuti tantissimi e tutti bravi. Ancelotti l’ho avuto più di dieci anni e spero di essere come lui. Ma un allenatore deve essere se stesso, non si possono copiare Ancelotti o Mourinho. Io devo essere Inzaghi con i miei pregi e difetti”

Aria di rivoluzione anche in altri settori in casa Milan. Ariedo Braida, ex direttore sportivo dei rossoneri e ormai prossimo ad accasarsi alla Sampdoria, saluta con affetto il club:

“Il calcio è la mia più grande passione, la mia professione e la farò sempre con entusiasmo, con grande umiltà. Ci metterò passione e l’entusiasmo di un ragazzino e anche se si dice che il futuro è dei giovani, penso che anche persone di una certa età hanno qualcosa da dare. Ieri sono andato a vedere una bella partita, a Genova… Il giorno che sono andato via dal Milan, che è stato la mia vita, ho chiuso il libro e non ne ho parlato e non posso più parlare del passato. Mihajlovic? Per me è un allenatore importante e ha un grande futuro… nella Sampdoria”.

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