Braida è già fuori dal progetto della Sampdoria?

Sembra finita ancora prima di iniziare ufficialmente l'avventura di Ariedo Braida con la Sampdoria. L'ex direttore sportivo del Milan nei mesi scorsi aveva trovato l'accordo con il Presidente Edoardo Garrone, pronto ad affidargli il ruolo di Direttore Generale del club blucerchiato. Braida aveva già iniziato a lavorare, ma il cambio di proprietà sembra aver modificato improvvisamente l'assetto societario. Garrone era intenzionato ad affidarsi praticamente per tutto a Braida, consegnandogli la gestione della Sampdoria con gli stessi oneri e onori che aveva Beppe Marotta a Genova.

Il nuovo proprietario, il produttore cinematografico Massimo Ferrero, sembra invece voler gestire la sua società in prima persona, una politica che rischia di mettere in secondo piano la figura di Braida. La scorsa settimana, almeno stando a quello che ha rivelato Gianluca Di Marzio di Sky, il Presidente Ferrero avrebbe telefonato a Braida chiedendogli di occuparsi solo del mercato in uscita, trovando una sistemazione a quei giocatori che non rientrano più nel nuovo progetto doriano.

Braida ha vissuto questa richiesta come un declassamento, sentendo minata la sua autorità e libertà di azione. Chiaramente non si può demandare ad un Direttore Generale il compito di fare solo mercato in uscita senza consentirgli di bilanciare le cessioni con l'acquisto di nuovi giocatori. Domani tra Ferrero e Braida è previsto un incontro con lo scopo di chiarire questa situazione di impasse, ma l'esito finale sembra già essere scritto.

Ariedo Braida

Ferrero è il nuovo proprietario, desideroso di prendere decisioni in prima persona e certamente Braida non accetterà di fargli da "assistente" guidandolo in questa nuova avventura. A meno di un improbabile chiarimento tra i due, sembra ormai scontato che questo incontro si concluderà con l'annullamento del pre-contratto firmato da Braida, con l'interruzione immediata dei rapporti lavorativi.

Un vero peccato comunque per Braida, che aspettava questa occasione per dimostrare tutto il proprio valore dopo qualche anno vissuto all'ombra di Galliani, diventato con il passare degli anni il factotum del Milan. La stessa situazione alla quale Braida andrebbe incontro restando oggi alla Sampdoria.

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