Antonio Conte e l’addio: Juventus con le braghe calate, chiamate il Trap

Clamoroso autogol di Andrea Agnelli e della dirigenza della Juventus. L’addio ad Antonio Conte costerà in risultati e in amore per la squadra. Se dobbiamo ripartire da zero, chiamiamo il Trap

Un fulmine a ciel sereno. Per tutti, giornali compresi. Che solo ieri mattina parlavano di buone possibilità che Antonio Conte firmasse un rinnovo biennale con la Juventus da cinque milioni di euro l’anno. Macché. Conte e la Juve si lasciano dopo soli tre anni di matrimonio ben riuscito. E la Torino bianconera sprofonda nell’incredulità mista a rabbia. Tanto più che il nome per la successione di Antonio è Max Allegri. Dio ce ne scampi.

Conte lascia perché è orgoglioso. Perché vuole vincere. E Andrea Agnelli gli garantisce invece una stagione probabilmente di transizione. Lui aveva chiesto Sanchez e Cuadrado, gli parlano di Evra e Morata. Lui chiede che Vidal e Pogba non partano, la Società gli annuncia che il cileno è praticamente del Manchester United. Voi come avreste reagito?

A me sembra che la Juve si sia letteralmente calata le braghe dopo il tris scudetto. Mercato di basso profilo. Quasi a voler mettere alla porta uno degli allenatori più vincenti della storia bianconera. Acclamato dal popolo juventino, considerato a tratti un capo ultrà. In tre anni, tifosi, giocatori e tecnico avevano formato un mix micidiale. Capace di incenerire chiunque si presentasse alla porta dello Juventus Stadium. L’anno scorso: 19 vittorie su 19 partite in casa. Non so se mi spiego.

E’ vero: non abbiamo pianto per Lippi. Neanche per Trapattoni a suo tempo. Lo abbiamo fatto per Del Piero, però, e molti hanno addirittura smesso di tifare Juve dopo l’addio di Pinturicchio. Questa Società in mano a manager non conosce la parola ‘riconoscenza’. Non ha interesse a costruire un rapporto con i tifosi. Va dritta per la sua strada, puramente aziendale. Finora è stata supportata dai risultati. Finora. Il divorzio consensuale con Conte è un clamoroso autogol che fa ridere mezza Italia perché arrivato dopo un giorno di ritiro. Neanche Zeman

Sono stati furbi in corso GalFer: hanno atteso che il 90 per cento dei vecchi abbonati rinnovasse la tessera per lanciare la bomba. E che importa se poi di quei 35 mila andranno allo stadio in meno della metà? Tanto i soldi sono entrati lo stesso. Così ragiona un’azienda. Ma la Juve poggia sul sentimento. Poggiava su valori che l’Avvocato mai avrebbe tradito. Perché lui era prima di tutto un tifoso.

Se non fosse per l’amore che i tifosi nutrono per Madama, a questo punto bisognerebbe abbandonarla. Perché l’han fatta troppo grossa. Davvero. Hai pianificato il ritiro e le amichevoli con Conte. Hai iniziato il mercato su indicazioni sue (o forse no?). E butti tutto nel cesso. Compresi i tre anni da record. Ripartiamo da zero, dice l’Agnellino. Ma noi non siamo un Siena qualsiasi. Ma se davvero dobbiamo ripartire da zero – invece che da 102 – allora tanto vale richiamare il Trap. Lui il dna bianconero ce l’ha. E’ antico? Pazienza. Tanto peggio di così…

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