Genoa: stop agli allenamenti – Sileri: “Campionato non si ferma”

L’Asl sospende gli allenamenti del Genoa in vista dei nuovi test sui calciatori, il viceministro Sileri non vede motivi per fermare il campionato

L’Asl ha disposto lo stop agli allenamenti del Genoa. Lo comunica ufficialmente il club di Enrico Preziosi, che attende anche di capire se giocherà o meno sabato contro il Torino. Mister Rolando Maran aveva in programma una seduta alle 15:00 con 12 giocatori (curiosamente uno in meno del limite minimo imposto dall’Uefa) suddivisi in due gruppi di 6. L’Asl ha però bloccato tutto disponendo tamponi rapidi per tutti. In seguito all’esito dei test, che dovrebbe arrivare nel primo pomeriggio, si deciderà se dare il via libera alle sedute o meno.

Sileri: “Non c’è rischio stop campionato”

Intanto, sulla posizione del governo, ha provato a fare chiarezza il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri. Nei giorni scorsi, la sottosegretaria alla salute Zampa, aveva prima chiesto di fermare il campionato, salvo poi fare marcia indietro affermando di essere stata fraintesa. “Se c’è una squadra con molti positivi – spiega Sileri ai microfoni di Radio Cusano Campus – quella squadra ovviamente avrà dei problemi per giocare, ben diverso è avere altri positivi in tutte le altre squadre. Al momento il rischio di sospensione del campionato non c’è, perché il problema riguarda un’unica squadra”.

Insomma, il campionato deve proseguire, ma il rinvio delle partite non è sempre semplice. Se dovessero essere coinvolte squadre che giocano le coppe, col calendario fitto che ci si ritrova sarebbe quasi impossibile recuperare i match. “Se solamente una squadra ha questi problemi, bisognerà trovare una soluzione per quella squadra, se invece dovessero esserci tanti positivi in tante squadre allora il problema è più ampio – prosegue Sileri – ma non credo che oggi debba essere sospeso il campionato, a meno che non si trovino nei prossimi giorni altri positivi in altre squadre. Giocare al calcio è un lavoro e comporta dei rischi, il rischio non potrà mai essere zero. I giocatori lo hanno accettato, ma bisognerebbe evitare i contatti non necessari, come gli abbracci durante le esultanze”.

Speranza: “Stadi? Niente da fare, resistere altri 7-8 mesi”

Quanto alla questione stadi, nonostante le decine di migliaia di spettatori presenti in altri eventi sportivi, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ribadisce che la posizione del governo non cambia: no ad oltre 1.000 spettatori. “La priorità sono le scuole e non gli stadi – ha dichiarato stamane da Anagni (Frosinone) – Torneremo in stadi e luoghi affollati, ma non oggi. Dobbiamo resistere con il coltello tra i denti ancora per 7-8 mesi”.

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