Girone di ritorno da film dell’orrore: Pescara, due punti e decine di errori

Pescara da record negativo nel girone di ritorno: solo due punti e 17 sconfitte. Il presidente Sebastiani riconosce gli errori e promette di mettercela tutta per risalire prontamente in Serie A.

Di squadre fanalino di coda ne abbiamo viste tante in un centinaio di tornei di Serie A, il ruolino di marcia del Pescara in questo campionato è però da record negativo assoluto: non stiamo parlando del girone d’andata, 20 punti e a tratti calcio sorprendente, ma delle ultime 19 partite, l’intero girone di ritorno, in cui la compagine abruzzese ha messo in fila la miseria di due punti (i pari esterni contro Palermo e Roma), con nove sconfitte di fila in casa (con 25 gol subiti e appena 5 messi a segno). Così pochi punti nella seconda tornata di stagione non erano stati fatti da alcuna squadra, coi precedenti primati dell'”orrore” che appartenevano al Brescia 1994/95 (chiuse ultimo in classifica a 12 punti, 3 nel ritorno con una vittoria alla diciannovesima giornata) e alla Pistoiese 1980/81 (tre pareggi e 16 punti totali, comunque in una Serie A a 16 squadre e con due punti a vittoria).

Eppure al giro di boa i biancoazzurri potevano vantarsi di una fresca vittoria al Franchi contro la Fiorentina (la terza nelle ultime quattro uscite considerati anche i successi contro Genoa e Catania), poi il black-out da cui non sono più riusciti a riprendersi nonostante l’avvicendamento in panchina, da Bergodi a Bucchi. Colpa di un mercato estivo frutto di un’improvvisazione palese, visti e considerati anche gli addii eccellenti dei promotori della promozione (da Zeman a Verratti, da Insigne a Immobile), con voti insufficienti al ds Daniele Delli Carri ma anche al presidente Daniele Sebastiani. A gennaio è stato fatto poco o niente per raddrizzare la rosa (Zauri, D’Agostino, Rizzo, Sforzini, Sculli e Kroldrup, davvero difficile decifrare cosa possa accomunare questi giocatori), alla fine è stata debacle su tutti i fronti.

Ora è tempo di pensare al prossimo campionato di Serie B: ancora non si conosce il nome del nuovo allenatore anche se i contatti con Zdenek Zeman sono frequenti e insistenti, c’è un nuovo direttore sportivo che risponde al nome di Giorgio Repetto (bandiera del Pescara come centrocampista dal ’75 al 1980) e soprattutto c’è la volontà di riportare in A la squadra. Parola di Sebastiani che, sentito da tuttomercatoweb, analizza la sua prima esperienza nel massimo campionato italiano in maniera lucida e senza cercare alibi:

“La Serie A è un altro mondo dal punto di vista non certamente della gestione ma a livello tecnico. Un conto è la B, un conto è la massima serie. La differenza di livello tra le varie categorie si vede, eccome. Detto questo nel momento in cui il Pescara dovesse fare ritorno in Serie A farà tesoro degli errori commessi, ma questa è una cosa che succede non solo nel calcio ma in tutte le sfaccettature della vita. Le differenze tra la prima e la seconda parte di stagione? Intanto il Pescara non è che nel girone d’andata avesse fatto tanti risultati. Ne ha fatti pochi, ma vincendo partite anche importanti. Nel ritorno sono mancati gli artefici come Weiss e Quintero, due giocatori fondamentali per la prima parte di campionato. Nel ritorno li abbiamo avuti pochissime volte e una squadra come il Pescara con i giocatori che possono fare la differenza può giocarsela con tutti, altrimenti fa fatica. Poi, sicuramente, si è sentita la mancanza di qualcuno più esperto che potesse darci una mano”.

Il numero uno del club pescarese invita alla riflessione:

“Non dimentichiamoci che siamo venuti in A dopo 20 anni con una squadra completamente nuova, cambiando il tecnico e chiaramente la cosa si è rivelata difficile. Se vogliamo dirla tutta abbiamo affrontato questa Serie A senza grande programmazione perché nessuno aveva considerato un campionato così importante come quello fatto con Zeman e questo lo abbiamo pagato. In ogni caso stiamo lavorando per il futuro, la Serie A è una categoria che ci appartiene in termine di qualità della Società e faremo di tutto, senza fare proclami, per tornarci. Weiss e Quintero? Partono di sicuro”.

Il paracadute economico per chi retrocede aiuta, ma se questo Pescara dovesse fallire la pronta risalita (come hanno fatto in tempi recenti squadre come Chievo, Parma, Siena e Sampdoria), allora le sabbie mobili della Serie B potranno inghiottire qualsiasi progetto. A Pescara la parola d’ordine, oggi più che mai, dovrà essere una sola: programmazione.

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