Cagliari: ancora problemi con Is Arenas, Cellino pensa a Brescia

A cinque giorni dalla scadenza del termine per l’iscrizione i rossoblu ancora non sanno dove giocheranno la prossima stagione, soliti problemi di burocrazia.

Ricomincia la telenovela di Is Arenas, fra cinque giorni (il prossimo 20 giugno) scade il termine per le iscrizioni in Serie A e il Cagliari deve indicare quale sarà lo stadio per le partite casalinghe, ad oggi però ancora non si sa. La società di Cellino ha chiesto al Comunque di Quartu di anticipare la licenza d’uso, la risposta è stata negativa, tale licenza potrà essere concessa soltanto quando saranno stati svolti i lavori indicati dalla Commissione provinciale, questo l’esito della riunione che si è tenuta ieri in Sardegna. Siamo di fronte ai soliti problemi della burocrazia italiana che dilata i tempi in modo assurdo con il risultato che, almeno per ora, i rossoblu sono ancora senza una casa.

L’idea della società di Viale La Playa era quella di chiedere al Comune un certificato provvisorio che attestasse che tutti i lavori richiesti sarebbero stati eseguiti entro l’inizio del campionato, questo perché rientrare nella scadenza del 20 giugno era altrimenti praticamente impossibile. C’era ottimismo anche perché c’era l’ok della Commissione di vigilanza, seppur vincolato ai famosi lavori, e si era anche individuata la strada per risolvere le questioni legate agli abusi edilizi. E invece a Quartu hanno deciso di essere inflessibili, la licenza d’uso arriverà solo quando saranno presentati tutti i documenti, sarà effettuata la visita di constatazione e ci saranno i titoli edilizi e il certificato dei Vigili del Fuoco.

Per questo Cellino in queste settimane si è guardato intorno per individuare uno stadio dove mandare a giocare la sua squadra nell’attesa di poter finalmente usare Is Arenas, sono stati visitati gli impianti di Modena e Reggio Emilia, ma ad oggi la soluzione più probabile è quella del Rigamonti di Brescia. Fra cinque giorni scopriremo come si è conclusa la vicenda, ad essere danneggiati, oltre alla società, sono come al solito i tifosi che ormai da oltre un anno non possono seguire la squadra di Pulga e Lopez a meno di enormi sacrifici, non solo economici.