È morto Djalma Santos, il più forte terzino di sempre

Aveva giocato quattro mondiali con il Brasile, vincendo nel 1958 e nel 1962.

Un arresto cardiaco dovuto al complicarsi di una polmonite acuta ha portato via Djalma Santos, considerato il miglior terzino destro della storia del calcio mondiale. Si è spento a 84 anni presso l’ospedale Helio Angotti di Uberaba, la sua città di origine, dove era stato ricoverato lo scorso 30 giugno.

Dejalma Pereira Dias dos Santos, questo il nome completo, sarà ricordato come “o lateral eterno”. Faceva parte di quella strepitosa Seleção che vinse due Mondiali consecutivamente, nel 1958 in Svezia e nel 1962 in Cile. Con la nazionale verdeoro disputò anche altri due mondiali (quello del ’54 e quello del ’66) e vinse il Campionato Panamericano nel 1952.

A livello di club fece parte della rosa della Portuguesa dal 1948 al 1958, del Palmeiras dal 1958 al 1968 e dell’Atletico Paranaense fino al 1970 quando si ritirò dal calcio giocato. Con la Portuguesa vinse due volte il Torneo Rio-San Paolo, con il Palmeiras si aggiudicò tre volte il Campionato Paulista (nel 1959, nel 1963 e nel 1966), due volte la Coppa Brasile e una il Torneo Roberto Gomes Pedrosa.

Era chiamato Muralha per il suo fisico possente, pur essendo alto solo 1,72 m. Era molto veloce e spesso si lanciava in qualche dribbling, talvolta nella sua area, e in giocate raffinate. è considerato il primo terzino d’attacco della storia e nel marzo del 2004 il suo ex compagno Pelé (con lui nella foto in basso insieme a Zito) lo ha fatto inserire nella Fifa 100, cioè la classifica che comprende i migliori giocatori della storia del calcio mondiale.

Djalma Santos ha vissuto in Italia negli anni ’80 come allenatore del vivaio del Bassano del Grappa, luogo in cui aveva anche fondato con Cinesinho una scuola di calcio per i giovani che si basava sull’esaltazione dell’aspetto più divertente del calcio senza esasperare quello agonistico. La correttezza e il fair play erano una delle caratteristiche di Djalma Santos in campo, tanto che in tutta la sua carriera non è mai stato espulso.