La verità sul rapporto El Shaarawy-Milan

Ci sono gelo, freddezza, tormento e anche imbarazzo. Alimentati ora dall'arrivo quasi simultaneo in rossonero di Matri e Kakà. Per Stephan El Shaarawy, amicone dell'epurato (ma accontentato) Boateng, sono settimane dure e ora il Faraone dovrà reagire dimostrando di essere realmente in possesso della personalità mostrata nell'immediato dopo-Ibra.

Ma cosa c'è dietro? Non soltanto, e non certamente, una scelta di natura tecnica, visto che si tratta comunque di un classe 1992 nel giro della Nazionale maggiore a cui può venir tranquillamente concesso e perdonato un passaggio a vuoto, per quanto lungo. Quindi non basta neppure il discorso del rapporto con Allegri, che improvvisamente si sarebbe rotto dopo che nel primo anno di Milan il tecnico concedeva molto (anche qualche ritardo di troppo e qualche parola fuori posto, Gattuso dixit) al talento cresciuto nel Genoa.

La verità è che El Shaarawy ha incastrato il mercato del Milan a giugno, ovvero quando il Manchester City ha messo sul piatto un'offerta ufficiale a 40 milioni di euro, accettata dal club e rifiutata dal giocatore. Questo non gli viene perdonato, a prescindere che ora siano arrivati (anzi, tornati) Matri e Kakà. L'idea era fare un mercato diverso, più aggressivo e futurista, oltretutto in un momento in cui neppure il discorso Robinho-Santos riusciva a decollare: la sensazione è che ci sia una punizione quasi di carattere societario, che Allegri ora non ha problemi a gestire, e se così è veramente, con un osso duro come Galliani non sarà vita facile per El Shaarawy; o la cosa si sistema o sarà l'uomo mercato della sessione invernale.

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