Il Cagliari torna a casa, sabato con il Catania si gioca al Sant’Elia

Il ritorno dei rossoblu in città è ufficiale, contro il Catania riapre il Sant’Elia.

Finisce l’incubo per i tifosi del Cagliari e per Massimo Cellino, almeno si spera, che possono finalmente tornare a giocare in Sardegna, al Sant’Elia, dopo un anno e mezzo di pellegrinaggi in giro per la penisola. Gli ultimi giorni sono stati caratterizzati da lunghissimi sopralluoghi, lavori incessanti anche nelle ore notturne e riunioni fiume, alla fine è arrivato il sì dalla commissione comunale di vigilanza con alcune prescrizioni di sicurezza da rispettare. A meno di clamorose novità Cagliari – Catania si giocherà sabato alle 18 nel glorioso impianto dov’è stato festeggiato lo scudetto, scongiurata anche l’ipotesi di un posticipo alla domenica pomeriggio, soluzione non gradita ai siciliani che pure nelle ultime ore avevano dato la loro disponibilità.

L’unica sorpresa potrebbe venire dalla Lega Calcio anche se da Via Allegri negli ultimi giorni hanno fornito ampie rassicurazioni in proposito. Va da sé, l’impianto del capoluogo non è in perfette condizioni, dopo oltre un anno di chiusura, e si sta facendo di tutto per renderlo sufficientemente accogliente per la sfida tra isolane. Ci sono però pesanti limitazioni, a partire dalla capienza che sarà ridotta ad appena 4789 spettatori, gli unici settori per i quali saranno messi in vendita i biglietti saranno la Tribuna e la Curva Nord, mentre resteranno chiusi i Distinti e la Curva Sud. Nelle prossime settimane si conta di poter ritornare ad usare tutto l’impianto per arrivare ad una capienza di circa 16 mila spettatori, meno dei 20 mila richiesti per una partita di A, servirà quindi comunque una deroga.

L’ultima partita del Cagliari al Sant’Elia risale al 1 aprile del 2012, sulla panchina sedeva Ficcadenti e i gol di Conti e Pinilla servirono a conquistare tre punti contro l’Atalanta di Colantuono. La settimana dopo iniziò l’esilio cagliaritano, in occasione della sfida con l’Inter infatti la squadra giocò per la prima volta al Nereo Rocco di Trieste, finì 2-2. Sempre nel capoluogo giuliano si giocò anche la partita che consegnò matematicamente il trentesimo scudetto alla Juventus di Antonio Conte. La scorsa stagione è stata caratterizzata dalla lunghissima querelle sullo stadio di Quartu Sant’Elena che ha portato all’arresto di Massimo Cellino e alcuni rappresentanti del Comune per peculato e falso ideologico. Ad Is Arenas si è giocato poche volte, ci sono stati i punti a tavolino della Roma e poi il nuovo viaggio lungo l’Italia, contro la Juve lo scorso anno si è giocato a Parma.

Sabato segnerà l’inizio di una nuova era al Sant’Elia, ma si tratta comunque di una soluzione che non è possibile considerare definitiva. Lo storico impianto dello scudetto non è assolutamente adeguato ad ospitare incontri di Serie A e di sicuro la battaglia di Cellino per lo stadio di proprietà ricomincerà. Nel frattempo non si può che essere felici per i tifosi rossoblu che meritano di poter assistere alle partite in Sardegna e per i giocatori che in questi due anni hanno fatto gli straordinari, ottenendo risultati eccezionali pur giocando di fatto sempre in trasferta.