Derby Milan-Inter: il Prefetto riapre la Curva Nord nerazzurra?

Oggi alle 13.30 è in programma l'udienza della Corte di Giustizia Federale della FIGC che prenderà in esame i ricorsi di Inter e Roma presentati per le squalifiche delle curve. I giallorossi sono praticamente sicuri di riuscire a far valere le proprie ragioni perché il coro incriminato che ha fatto scattare la squalifica sembra essere stato male interpretato dagli ispettori della FIGC, che hanno confuso la parola "carabinieri" con "neri". Sky Sport, che ha fornito l'audio registrato a San Siro lunedì scorso durante Milan-Roma, ha già confermato la versione degli avvocati difensori della società capitolina e quindi questo dovrebbe trattarsi di un caso di facile risoluzione.

Anche l'Inter è cautamente ottimista circa il suo ricorso e non perché ci sia stata qualche parola male interpretata dall'ispettore presente sugli spalti di Napoli-Inter, bensì per un cavillo tecnico. Secondo la recente norma che regola le squalifiche delle Curve (e degli altri settori), la pena in caso di cori discriminatori (e presunti tali) dovrebbe scattare alla seconda violazione del regolamento. Ebbene la punizione inflitta per i cori di 'discriminazione territoriale' nei confronti dei napoletani non sarebbe dovuta essere comminata perché in ballo c'è ancora il ricorso presentato (senza procedura d'urgenza) per la prima sensazione, quella emessa dopo Torino-Inter del 20 Ottobre scorso.

In buona sostanza i due provvedimenti non sarebbero sommabili tra loro, almeno fino a quando la Corte Federale non prenderà in esame il ricorso per la prima squalifica con sospensiva. Non è finita qui però. C'è anche un'altra circostanza che potrebbe consentire agli abbonati della Curva Nord di assistere al derby di domenica prossima, ovvero il pericolo di ordine pubblico che si manifesterebbe in caso di conferma della squalifica. L'allarme è scattato quando i responsabili della Curva Nord hanno comunicato che si recheranno comunque sotto lo stadio in segno di protesta, ricevendo subito la solidarietà da parte della Curva Sud milanista, che ha fatto sapere di essere pronta a scendere in piazza al fianco dei loro "cugini".

Le forze dell'ordine temono le conseguenze di questo assembramento di circa 15mila persone, al punto che nella giornata di ieri è anche circolata la notizia (poi smentita, ma forse messa in circolazione "ad arte") che il Prefetto di Milano sarebbe pronto ad annullare la decisione della FIGC consentendo agli abbonati della Curva Nord di entrare nello stadio per evitare qualsiasi incidente o momento di tensione a San Siro. Una decisione del genere ridicolizzerebbe l'autorità della FIGC, regalando un grande assist a tutti i gruppi Ultrà che saprebbero come agire per evitare in futuro di sottostare ad una qualsiasi decisione del Giudice Sportivo.

Il finale di questa vicenda è già scritto; la FIGC accoglierà il ricorso dell'Inter in base alle motivazioni del ricorso per evitare (anche se forse è troppo tardi), di venire scavalcata dal Prefetto di Milano allarmato dal pericolo di disordini. La sensazione è che questa presunta battaglia di civiltà intrapresa dalla FIGC stia davvero sfuggendo di mano alla stessa Federazione, che continua a difendere una norma ridicola, inefficace e sproporzionata nelle pene. La 'discriminazione territoriale' esiste, ma fa parte del gioco. Il calcio è fatto di campanilismo e di accesa rivalità sportiva che nell'arco dei 90 minuti viene sfogata anche con qualche insulto. Avviene anche nella civilissima Inghilterra, leggende da Bar Sport a parte.

La violenza ed il razzismo sono i veri problemi; manifestazioni di odio che non hanno nulla a che vedere con lo sport, ma si trovano (purtroppo) anche nello sport, così come in tutte le altre realtà della società. Da combattere con fermezza negli stadi così come in tutti gli altri contesti. Speriamo, sinceramente, che qualcuno in FIGC e Lega di Serie A si faccia da parte e la smetta di occuparsi di qualcosa che non conosce e non capisce. Magari anche il "telecomandato" Giudice Tosel con il suo prontuario, sul quale troppo spesso si fa sottolineare dai media i passaggi salienti da tenere a mente in questa o in quella occasione.

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