Roma, respinti i ricorsi: contro l’Inter chiuse le Curve ed i Distinti

Respinti i ricorsi della Roma per la chiusura delle due Curve e dei Distinti in vista della gara contro l’Inter. Si apre uno spiraglio per la modifica della regola

Niente da fare per la Roma. L’Alta Corte del Coni ha respinto il ricorso presentato per chiedere di annullare (o almeno sospendere) la chiusura della Curva Sud e della Curva Nord, già disposta dal Giudice Sportivo dopo Roma-Napoli di Coppa Italia per i cori di discriminazione territoriale. Respinto anche il ricorso d’urgenza per la chiusura del settore Distinti Sud, squalificato dal giudice sportivo dopo i cori, sempre a sfondo discriminatorio nei confronti dei napoletani, durante la partita Roma-Sampdoria di due settimane fa. Il risultato finale di questa storia è che la Roma ospiterà l’Inter nel prossimo fine settimana senza poter contare sul pubblico “caldo” dell’Olimpico.

Se questa notizia è certamente negativa per la Roma e per i tifosi romanisti, in questa vicenda c’è comunque una novità positiva, almeno a giudizio di chi scrive. L’Alta Corte del Coni, infatti, oltre a respingere il ricorso presentato dalla Roma, nel rispetto del regolamento vigente che ha portato alla squalifica anche di altre curve in giro per l’Italia, ha contestualmente inviato una richiesta alla Figc affinché venga rivalutata la congruità delle sanzioni attualmente previste per i cori di discriminazione territoriale.

Sostanzialmente anche l’Alta Corte del Coni, dopo aver fatto il suo dovere applicando il regolamento, ha chiesto alla Figc di tornare a valutare l’opportunità di questa norma, soprattutto rispetto alle sanzioni, per non dover occuparsi in futuro di casi simili. Al di là delle valutazioni di carattere soggettivo, lascia molto interdetti il pensiero che una serie di insulti di cattivo gusto, possano essere considerati più gravi di striscioni e cori inneggianti a tragedie che hanno colpito il mondo del calcio.

Basti pensare ai 25mila euro di multa comminati alla Juventus per gli striscioni sulla tragedia di Superga mostrati durante il derby di Torino di domenica scorsa, ma anche ai cori ed agli striscioni sull’Heysel delle altre curve italiane. Insultare la memoria di persone morte “vale meno” di una discriminazione territoriale? Almeno per la Figc, sì.

Questo il comunicato emanato dall’Alta Corte del Coni presieduta dall’ex ministro Frattini:

«L’Alta Corte di giustizia sportiva nel giudizio iscritto al R.G. ricorsi n. 6/2014, presentato, in data 15 febbraio 2014, dalla società A.S. Roma S.p.A. contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio per la sospensione dell’esecuzione, l’annullamento e comunque la riforma/revisione del C.U. n. 206/CGF del 14.02.2014, nonché del C.U. n. 123 LNP del 06.02.2014, con cui il Giudice Sportivo ha comminato alla società ricorrente l’ammenda di euro 50.000, con l’obbligo di disputare una gara con i settori denominati “Curva Sud” e “Curva Nord” privi di spettatori, disponendo la revoca della sospensione della sanzione comminata con provvedimento del 21 ottobre 2013 (CU 63). Respinge il ricorso. Spese compensate. Dispone la comunicazione della presente decisione alle parti tramite i loro difensori anche con il mezzo della posta elettronica. Dispone, con comunicazione del Presidente in data odierna, ai sensi dell’art. 1, comma 5, lett.d), del Codice dell’Alta Corte, la trasmissione della presente decisione alla Giunta Nazionale del CONI e, tramite la stessa, alla FIGC, per le valutazioni e determinazioni di competenza in ordine alla congruità e applicabilità della normativa sanzionatoria posta a base delle misure comminate. Così deciso in Roma, nella sede del Coni, in data 25 febbraio 2014».