Roma: i tifosi contestano la Figc, ma in via Allegri non c’è nessuno

I tifosi della Roma manifestano contro “il palazzo”, ma si ritrovano in pochi e nella sede della Figc non c’è nessuno

Doveva essere una grandissima manifestazione contro “il palazzo”, quello che favorisce sempre la Juve e non fa vincere mai la Roma, ma si sono ritrovati in circa 80 davanti alla sede della Figc: si tratta principalmente di ragazzi, ma ci sono anche adolescenti e qualche tifoso con qualche anno di esperienza in più. La Questura aveva allertato polizia e carabinieri, che si sono fatti trovare in Via Allegri con tre blindati, di cui non c’è stata alcuna necessità. Il tema della protesta è principalmente il presunto abuso di potere del giudice sportivo Giampaolo Tosel, che ha prima chiuse le due curve per due turni e poi anche i distinti Sud per cori di discriminazione territoriale. Contro l’Inter, la Roma sarà costretta a giocare stasera con lo Stadio Olimpico quasi deserto, quindi lunedì scorso i supporters giallorossi si erano dati appuntamento per oggi sotto la sede della Figc con lo slogan “Mo basta”.

Hanno aderito in pochissimi all’iniziativa, tra striscioni, cori e insulti (prevalentemente indirizzati ai nemici della Juventus), davanti alla sede della Federcalcio desolatamente vuota. “Dell’Italia siete i più forti a rubà le partite e insultà i morti”, urlano i tifosi della Roma, i più multati da inizio campionato per scorrettezze dentro e fuori lo stadio Olimpico (oltre 550 mila euro di multa da agosto ad oggi). Non mancano neanche i cori contro i napoletani e quelli inneggianti al Vesuvio, gli stessi che costringeranno i tifosi giallorossi questa sera a non andare allo stadio. Ce n’è anche per il giudice sportivo Tosel, definito un “pupazzo” e per il presidente federale Giancarlo Abete, che sarebbe “in mano” alla Juventus, detentrice del potere nel calcio italiano. Scene già viste e riviste negli anni in cui la Juventus in passato ha aperto lunghi cicli di vittorie, mentre tutto tace quando i bianconeri non concorrono per la vittoria finale del campionato o magari quando la regola sugli extra-comunitari viene cambiata il giorno prima di un big match (casualmente Juve-Roma) che poi deciderà il campionato a favore dei giallorossi che in quella gara potranno utilizzare un calciatore giapponese.

“Questo lo dice chi vuole boicottare la nostra manifestazione, noi ce la prendiamo con un simbolo, il palazzo”, le parole di uno degli organizzatori della manifestazione riportate da ‘Repubblica.it’. Nei pressi qualcuno accende un fumogeno, altri inneggiano al “go’ de Turone, riprendemoselo”, altri si fanno legare a simboleggiare l’essere ostaggio di un sistema. Tanta goliardia, in fondo è anche Carnevale. Ce n’era proprio bisogno?