Albertini lascia la Figc: pronto un ruolo nella dirigenza del Milan

Demetrio Albertini, vice presidente della federcalcio annuncia l’addio dopo sette anni: “Vado al Mondiale poi chiudo”

Demetrio Albertini, vice presidente della Figc, lascerà il proprio incarico al termine dei Mondiali di Brasile 2014. Lo ha annunciato ieri lo stesso ex centrocampista, che ha partecipato alla festa di addio al calcio del suo amico Carles Puyol, storico capitano del Barcellona.

“Sarò ai Mondiali del Brasile come capo-delegazione della Nazionale. Poi – conferma Albertini – lascerò ogni incarico dalla Figc: ho già informato da tempo il presidente Abete, gli anni i Federcalcio mi hanno permesso di crescere, ora cerco altri percorsi professionali”.

Parole che lasciano intendere chiaramente che per Albertini è pronto un altro ruolo dirigenziale, probabilmente al Milan, squadra con la quale ha vinto praticamente tutto. Dopo aver lasciato il calcio giocato, Demetrio Albertini, oggi 43 anni, è entrato in Federcalcio nel 2006 in pieno ciclone Calciopoli, andando a svolgere il ruolo del commissario straordinario Guido Rossi. A settembre dello stesso anno, rassegnò le dimissioni, per poi rientrare in Figc nel 2007, fortemente voluto dal nuovo presidente Giancarlo Abete. Ad aprile 2013 la scadenza del mandato con la riconferma, voluta ancora dal numero uno della Figc che lo ha sempre considerato un’ottima spalla.

Ora, però, Albertini ha deciso cosa vuole fare “da grande” e lo ha comunicato ad Abete: il presidente della Federcalcio non ha potuto fare altro che prendere atto della volontà dell’ex centrocampista. Stando alle ultime indiscrezioni, per lui ora si aprirebbero le porte del Milan. A partire dalla prossima stagione, dunque, Albertini dovrebbe entrare a far parte del nuovo corso societario voluto da Silvio Berlusconi, da tempo al lavoro per superare l’incertezza e la confusione che regnano a Milanello ormai da Natale scorso. D’altronde, il patron era stato chiaro ad inizio stagione: “restituiremo il Milan ai milanisti”. E Albertini rappresenta il profilo ideale: dopo aver fatto tutta la trafila delle giovanili rossonere, è arrivato in prima squadra vincendo tutto nell’era Capello, prima di congedarsi nel 2002 per chiudere la carriera nel 2005 con la maglia del Barcellona.