Rudi Garcia sposa la Roma: “Qui a lungo, deluso solo da…”

Rudi Garcia, oggi ad Orlando con la Roma per una mini-tournée americana, si racconta a L’Equipe: “Ottima stagione che invoglia a migliorarsi, ma che tristezza la fatiscenza degli stadi italiani”.

Le ultime tre partite disputate con la testa sospesa tra il passato e il futuro non cancellano quanto di buono fatto in una stagione dai tratti trionfalistici: non fosse per il secondo posto dietro a una Juve da leggenda, la Roma griffata Rudi Garcia ha collezionato la bellezza di 85 punti (in 35 partite, poi è sbracata prima del rompete le righe) che in altri anni avrebbe significato tricolore. E’ il record di sempre per la formazione giallorossa, che oggi è volata fino ad Orlando (Stati Uniti) per una mini-tournée estiva che la vedrà impegnata fino a domenica prossima; tra i convocati (che potrete leggere in fondo all’articolo) non ci sono i calciatori impegnati con le rispettive nazionali più l’infortunato De Sanctis, ma oltre ai vari Totti, Castan e Florenzi, a capitanare la banda romanista c’è come ovvio il tecnico francese, quel Rudi Garcia che come ha già fatto nel recente passato ha affidato a L’Equipe un’analisi definitiva del suo primo anno a Trigoria con annesse aspirazioni nel breve e lungo termine. Il tecnico di origini andaluse fa il punto tramite il prestigioso quotidiano francese:

“Ho creduto al titolo fino alla vittoria della Juventus contro il Sassuolo. Non ho rimpianti, il pericolo sarebbe essere delusi. Se a inizio stagione mi avrebbero detto che sarei riuscito a battere il record di punti della Roma in Serie A e a ottenere la qualificazione diretta in Champions avrei messo la firma. Penso che nel prossimo futuro l’obiettivo è avere i mezzi per continuare a competere con la Juve e anche per fare bene in Champions League. La dirigenza vuole rendere la Roma uno dei più grandi club europei: non accadrà in un giorno, come Roma. Ma siamo nella giusta direzione”.

Chiaro che per migliorarsi, o comunque per confermare il trend positivo, la Roma ha bisogno di un mercato oculato e saggio che non può prescindere dal pensiero del proprio allenatore; Garcia in tal senso ha le idee chiare e non ha problemi ad esprimerle:

“Il rinnovo di Pjanic è un segnale. Terremo i nostri giocatori e ci rafforzeremo, Benatia ha quattro anni di contratto e non ha una clausola rescissoria, rimarrà il prossimo anno. Logico che ci siano club a lui interessati, vista la sua stagione. La volontà è di non aumentare il tetto ingaggi. Non abbiamo i mezzi e con il fair play finanziario che incombe, poi… abbiamo lavorato duramente l’anno scorso. Abbiamo venduto per 80 milioni e acquistato per 50. Non avremo bisogno di vendere. Il mio rinnovo? Ci sarò la prossima stagione. La squadra trascorrerà una settimana negli Stati Uniti, a Orlando, da uno sponsor. Avremo tutto il tempo per discuterne. Non c’è urgenza, ho un contratto e credo nel progetto del club. Sto bene qui”.

Tutto bene dunque, eppure qualche aspetto negativo della sua esperienza italiana dovrà pur esserci; il tecnico dei capitolini non ha dubbi nell’individuare il tallone d’Achille del nostro calcio:

“La cosa che mi ha sorpreso in negativo quando sono arrivato è la fatiscenza degli stadi. Calcio tattico? Sì, molto: qui il 40% delle squadre gioca e il resto sta indietro”.

Sugli stadi niente da dire, sul fatto che 8-9 squadre su 20 “giochino a calcio” si suppone sia un complimento perché anche negli altri campionati i vari Elche, Guingamp, Norimberga e Hull City (per fare nomi a caso) non è che poi mostrino questo gioco spumeggiante. In ogni modo sono pensieri di un Garcia che non vede l’ora di andare in vacanza per ricaricare le batterie, prima di staccare la spina però questa capatina americana che affronterà con i seguenti calciatori: Balasa, Bastos, Battaglia, Boldor, Castan, Dodò, Ferri, Florenzi, Ljajic, Lobont, Marin, Mazzitelli, Nainggolan, Paredes, Ricci, Sanabria, Skorupski, Taddei, Toloi, Totti.

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