Milan, Zambrotta: “Quando Ibrahimovic e Allegri vennero quasi alle mani nello spogliatoio”

Zambrotta rievoca lo scudetto perso dal Milan di Allegri: “Devi avere tutti i giocatori che remano nella tua parte per vincere, Allegri invece in una gara decisiva disse chiaramente che se avesse avuto solo 14 calciatori sarebbe stato lo stesso”

Per la felicità dei tifosi milanisti più ‘estremisti’, i quali negli ultimi tempi hanno faticato sempre di più ada accettare sulla panchina rossonera Massimiliano Allegri (a inizio anno licenziato dopo la clamorosa sconfitta contro il Sassuolo), sono stati anticipati alcuni contenuti di Una vita da terzino, l’autobiografia di Gianluca Zambrotta. Il calciatore 37enne del Chiasso ripercorre la sua carriera, tra Bari, Juventus, Barcellona e Milan, togliendosi anche qualche sassolino dalle scarpe in merito alla convivenza con il tecnico livornese.

Zambrotta per esempio racconta come Allegri non fosse poi così amato all’interno dello spogliatoio, soprattutto nel suo secondo anno di gestione, stagione 2011-2012:

Con lui ebbi qualche problema durante il secondo anno, quando abbiamo perso lo Scudetto per una gestione sbagliata dello spogliatoio. Devi avere tutti i giocatori che remano nella tua parte per vincere, Allegri invece in una gara decisiva disse chiaramente che se avesse avuto solo 14 calciatori sarebbe stato lo stesso. Allora mi sono guardato in faccia con Ibra per dire: ma questo che sta dicendo? In quell’occasione abbiamo perso lo Scudetto.

Zambrotta svela anche di una quasi rissa tra Allegri e Ibrahimovic, alla fine della sfida di Champions League persa 3-0 contro l’Arsenal:

Allegri ci fece comunque i complimenti, non è stata una grande mossa. Ibra si arrabbiò e quasi vennero alle mani nello spogliatoio.

Zambrotta spiega anche i motivi alla base dell’addio dalla Juventus, risalente al 2006 quando il club bianconero fu punito con la retrocessione in Serie B per Calciopoli:

Quando ero al Bari avevo avuto gia un contatto con Galliani per andare al Milan, poi Moggi sborsò 30 miliardi e arrivò prima dei rossoneri. Probabilmente nel 2006 sarei rimasto anche se c’erano Barcellona, Real e Milan che mi volevano. Nessuno della dirigenza però è venuto da me per farmi sentire importante, e alla fine sono andato via.