Inzaghi al Milan? Seedorf ancora non sa nulla

Situazione sempre più imbarazzante in casa Milan. Da tempo ormai Galliani e Berlusconi stanno programmando il futuro con Inzaghi, ignorando totalmente Clarence Seedorf. Il Milan sta trattando il suo ex numero 10 come uno qualunque di passaggio e non con il rispetto che avrebbe meritato una bandiera rossonera che si è messa a disposizione della società. L'olandese, oggi a Viterbo per riceve un premio, ha confermato la sensazione che un po' tutti stavano avendo osservando questo teatrino:

"Leggo tutto come voi, non ho ricevuto comunicazioni dalla società. Io sto bene, passo questi giorni con la mia famiglia e gli amici. Mi fa piacere l'affetto dei tifosi nei miei confronti. Posso dire 'Forza Milan' perché il Milan rimarrà sempre, come i tifosi".

A soli 134 giorni dal suo ritorno in pompa magna per salvare la barca che stava affondando, Clarence Seedorf è diventato un allenatore qualsiasi, al quale si può presentare il ben servito senza farsi troppi problemi. Grazie al suo lavoro la barca non è riuscita a 'rientrare in porto' centrando la qualificazione europea, ma quantomeno ha 'superato la tempesta' chiudendo la stagione in modo dignitoso, conquistando nel girone di ritorno meno punti solo di Juventus, Roma e Napoli.

Atalanta BC v AC Milan - Serie A

Nonostante i risultati più che soddisfacenti, qualcosa si deve essere inceppato nel rapporto con la dirigenza rossonera, anche se è veramente difficile capire cosa e, soprattutto, perché. I punti sono arrivati e a tratti la sua squadra ha anche proposto un ottimo calcio, come ad esempio nella partita persa 2-0 a San Siro contro la Juventus dei record, dominata per larghissimi tratti.

Chiaro che il suo non era ancora diventato un progetto tattico maturo, ma non c'erano proprio le condizioni perché questo fosse possibile. Soprattutto quando si è costretti a fare di necessità virtù, lavorando con una squadra costruita sulle esigenze di un altro allenatore. Dopo questo precedente faccia molta attenzione anche Pippo Inzaghi, perché ultimamente al Milan anche le bandiere non se la passano bene come un tempo. Con questa politica societaria anche 'Superpippo' rischia di bruciarsi prematuramente.

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