Italia, Prandelli: "Rossi a casa? Vi spiego perché"

Ha lasciato passare 48 ore Cesare Prandelli prima di dare le sue spiegazioni sulla composizione del gruppo dei 23 (+1) che partiranno per il Brasile giovedì in tarda serata. All’indomani delle convocazioni ufficiali, sono partite le inevitabili polemiche: il più scatenato è stato Giuseppe Rossi, che su Twitter se l’è presa con chi gli ha dato del bollito. ‘Pepito’ ci teneva tanto ad andare ai Mondiali, ma il commissario tecnico ha preferito lasciarlo a casa: l’agente del calciatore viola si è detto dispiaciuto ma rispettoso delle decisioni di Prandelli, mentre il ragazzo è sembrato un po’ più nervoso. Diverso, invece, i casi di Mattia Destro e Romulo: il primo pare avesse rifiutato il ruolo di riserva, anche se ha poi smentito tramite l’account Twitter della Roma, mentre l’italo-brasiliano ha ceduto il posto per questioni fisiche.

Oggi Prandelli si è presentato in conferenza stampa alla vigilia della seconda amichevole pre-Mondiale contro il Lussemburgo, ma inevitabilmente le domande sono quasi tutte state sugli esclusi dalla lista ufficiale dei 23. Quanto a Giuseppe Rossi, il ct dell’Italia fa una rivelazione clamorosa:

"Lui ha sempre saputo di non essere nella lista dei 23. gliel'ho detto fin dal primo momento. Convocarlo, dopo la partita di Londra, sarebbe stato un rischio per lui, per noi, per la Fiorentina. Le polemiche mi sorprendono".

Insomma, lascia intendere Prandelli: perché polemizzare su un’esclusione già concordata con un giocatore che proveniva da un infortunio serio (l’ennesimo nel giro di poche stagioni) e del quale si sarebeb messa a rischio la tenuta fisica facendo un danno sia all’Italia, sia alla Fiorentina che gli paga lo stipendio?

"Voglio chiarire. Io con Rossi mi sono incontrato a Coverciano il 7 maggio - prosegue Prandelli - , prima di dare la lista dei 30. Gli volevo dire: non sei nella lista dei 30, perché non era pronto. Poi ho capito di dover dare un'occasione a un giocatore che stava lottando per tornare, un messaggio per tutti. Io gli ho detto: comunque non sei nei 23, ed è una scelta sofferta. Però è una bella storia e non ho avuto il coraggio di dire a lui, categorico e forte, non sei nei 23, comunque sia. Tutti sapevano il proprio ruolo e mi meraviglio che qualcuno si sia meravigliato. Gli ho detto, prima della partita di Londra: voglio vedere da te cose particolari, quello che si deve vedere per dire: sei a posto al 100%, un attaccante che gioca da attaccante. Ma non ho visto quello che volevo vedere. Convocarlo sarebbe stato un rischio troppo grande, per noi, per lui, per la Fiorentina, per i tifosi. Gli ho detto: non è completo il percorso di guarigione".

Italy Training Session & Press Conference

Poi il commissario tecnico ha parlato del caso Destro, che avrebbe rifiutato di avere un ruolo da comprimario, anche se il diretto interessato ha smentito tramite l’account Twitter della Roma:

"A Destro ho detto: in vista delle scelte dei 23, che al momento non ti posso garantire, mi dai la tua disponibilità a fare la riserva? Mi ha detto: ci penso. Poi l'ho incontrato assieme al mio vice Pin. E gli ho detto di darmi la mail per potergli inviare il programma da seguire come riserva. E lui ha risposto: questo va bene. Bah... Lascio a voi il giudizio. Tutti sapevano che si sarebbero giocati l'occasione del Mondiale, due che non erano nei progetti dei 23 sono entrati. Romulo lo tenevo sotto osservazione".

Già Romulo: l’italo-brasiliano all’indomani dall’esclusione ha ammesso di aver rifiutato un posto tra i 23 convocati per la Coppa del Mondo, poiché solo al 70%: “Ho preferito dare una chance a chi ha da dare più di me”, ha dichiarato il calciatore dell’Hellas Verona, dimostrando grande maturità e rispetto per la maglia azzurra alla vigilia di una manifestazione che probabilmente non gli capiterà più di disputare.

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